Walter Scott. Le conferenze

In occasione dei 250 anni dalla nascita del poeta e romanziere scozzese Walter Scott (1771-1832), l’Accademia Tadini ha esposto nella Biblioteca Storica una selezione di libri e documenti che restituiscono la fortuna di Scott, i suoi modelli letterari ma soprattutto e la sua importanza per lo sviluppo dell’immaginario romantico a livello letterario e figurativo.La letteratura, quindi, ma anche la pittura, la musica, il costume e la loro incidenza nel vissuto: a questi aspetti, centrali nella costruzione dell’immaginario romantico, sono dedicati alcuni approfondimenti che si svolgeranno durante il mese di ottobre, secondo il calendario sotto riportato, sulla piattaforma Zoom.

Per partecipare è sufficiente inviare una richiesta all’indirizzo amicideltadini@gmail.com

Giovedì 7 ottobre, h. 18.00

Walter Scott. Un invito alla lettura

Simone Signaroli

Walter Scott come un tramite ideale tra i poemi cavallereschi del Medio Evo e del Rinascimento e la moderna narrativa di James Fenimore Cooper o Alessandro Manzoni: un percorso nella biografia e nella produzione del grande romanziere scozzese.

Simone Signaroli è dottore di ricerca in Italianistica. Socio della cooperativa sociale “il leggio”, attiva nella gestione di archivi, biblioteche e musei, è autore di saggi su alcuni aspetti della tradizione latina europea nell’età medievale e moderna e della storia del libro e degli archivi. √à socio ordinario dell’Ateneo di Brescia.

Giovedì 14 ottobre, h. 18.00

Tra parola e immagine. Francesco Hayez lettore di Walter Scott

Elena Lissoni

Tra il 1828 e il 1831 Francesco Hayez, ormai affermato caposcuola della pittura romantica, si dedica all’esecuzione di ventidue litografie ispirate all’Ivanhoe di Walter Scott, pubblicato per la prima volta in italiano dall’editore Ferrario nel 1822. Lettore attento, intenzionato a esplorare le potenzialità espressive del romanzo, l’artista traduce per immagini una delle storie più amate dal pubblico dell’epoca, destinata a godere di una straordinaria fortuna e ad alimentare l’immaginario visivo degli artisti per tutto l’Ottocento.

 

Elena Lissoni, specializzata nello studio della pittura dell’Ottocento sotto la guida di Fernando Mazzocca, ha collaborato con Fondazione Cariplo e con Gallerie d’Italia in piazza Scala a Milano. Ha pubblicato saggi e testi per i cataloghi di mostre di rilievo nazionale. Consulente scientifico per Villa Carlotta, Museo e Giardino botanico, dal 2019 è anche segretario generale della Rete dell’800 lombardo.

Giovedì 21 ottobre, h. 18.00

“Non è che la tragedia in veste popolare”. Walter Scott e l’invenzione del passato e della nazione, tra moda e costume teatrale.

Alessio Francesco Palmieri Marinoni

Senza Walter Scott, oggi, immagineremmo gli scozzesi in kilt? Quanto devono allo scrittore scozzese, in termini di fortuna artistica, compositori del calibro di Rossini, Donizetti, Verdi, Nicholai? O ancora, possiamo pensare al costume teatrale romantico senza considerare il suo fondamentale apporto nella costruzione dell’immaginario medievale e folkloristico nazionale?

La produzione letteraria di Walter Scott è da considerare a pieno titolo come un tassello imprescindibile nella costruzione dell’idea di Revival nella moda Biedermeier e Romantica. Inoltre, proprio grazie all’accoglienza più che positiva del nuovo genere letterario, con gli anni Venti dell’Ottocento si inizieranno a porre le basi – teoriche e pratiche – per la costruzione di un nuovo stile costumistico per il melodramma ottocentesco che sfocerà, in meno di un secolo, in quella che Roland Barthes definirà come “la più grande malattia del costume di scena”, ovvero l’iperverismo scenico.

Alessio Francesco Palmieri Marinoni è storico del costume e della moda e storico del Costume teatrale. Dottorando presso la University of Sussex (UK); tema portante della sua ricerca è l’indagine sulla relazione tra autenticità storica, storicismo e costume teatrale nel teatro musicale e nell’opera wagneriana. Partecipa con regolarità a convegni internazionali di storia del costume; svolge attività di consulente per mostre e musei nazionali ed internazionali. Docente presso la Fondazione Arte della Seta Lisio di Firenze e presso numerosi atenei italiani; attualmente è Coordinatore scientifico della Commissione Permanente dei Costumi del Palio di Legnano. Autore per Art E Dossier, Giunti, Silvana Editoriale, Carocci e √Äncora.

venerdì 29 ottobre, h. 18.00

Quando il romanzo storico si ‘veste’ a festa. Il Carnevale milanese a casa Batthyany (1828): architettura, costumi e illustri memorie

Elisa Sala

Nel 1828 una grandiosa festa di Carnevale anima la residenza del conte magiaro Antonio Giuseppe Batthyany, posta alla fine del Borgo Orientale a Milano, oggi porta Venezia, luogo in fermento per la costruzione dei nuovi caselli daziari progettati dall’architetto Rodolfo Vantini. I molti invitati erano ordinati, per l’occasione, «in così dette quadriglie, ossia compagnie che figurassero i personaggi uniti di qualcuno de’ punti geografici o cronologici presi a modello». Le vesti ideate da Francesco Hayez, gli ambienti studiati da Gaetano Brey e gli allestimenti interni di Alessandro Sanquirico accolgono i piccoli gruppi vestiti a tema tra i quali si scorgono gli Scozzesi i cui «fini panni adoperati a formare i brevi manti, i berrettoni e il calzamento […] non tolsero tanto alla verità, che ognuno non credesse ravvisare in essi quegl’intrepidi Montanari, dipinti in tanti romanzi storici d’uno scrittore inglese», Walter Scott. Letteratura, architettura e scenografia si fondono armonicamente nella notte del 30 gennaio 1828.

Elisa Sala ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria delle Strutture all’Università degli Studi di Trento. Da anni collabora con il SSD della Storia dell’architettura presso l’Università degli Studi di Brescia – DICATAM dove svolge il ruolo di Professore a Contratto per la disciplina della Storia dell’architettura contemporanea e collabora ai corsi di Storia dell’architettura e Storia delle tecniche architettoniche; attualmente è assegnista di ricerca in Storia dell’architettura. Dal marzo 2019 è socio effettivo dell’Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze, Lettere e Arti.

E’ autrice di numerose pubblicazioni.

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