Bassopiano eritreo/Nella foresta

Autore: Giorgio Oprandi (Lovere, 1883 - 1962)

Data: 1927

Tecnica e supporto: olio su tavola

Dimensioni: 103x94 cm, con cornice

Inventario: Comune di Lovere, in deposito presso l'Accademia Tadini

Nel novembre 1927 nelle sale del Museo Coloniale Italiano di Roma, all’epoca ospitato nel Palazzo della Consulta, si inaugura la Mostra Eritrea di Giorgio Oprandi, posta sotto l’alto patronato di Elena d’Orleans, duchessa d’Aosta. “L’Illustrazione italiana” pubblica la fotografia delle personalità intervenute in occasione dell’inaugurazione, tra le quali si riconoscono la duchessa d’Aosta e il ministro delle colonie Luigi Federzoni (La Duchessa 1927). Numerose le visite – tra cui quella del re Vittorio Emanuele III – e gli acquisti di eminenti personalità, come la duchessa d’Aosta e Tommaso Tittoni.

Il catalogo dell’esposizione comprende La Primula e altri 167 dipinti, tutti realizzati durante il soggiorno in Algeria e in Egitto ma soprattutto in Eritrea. Il catalogo comprende il racconto autobiografico Il mio vagabondaggio eritreo, che contribuisce notevolmente, insieme all’auto-casa, a creare il mito di Oprandi pittore-viaggiatore.

La sede e il soggetto delle opere esposte consacrano l’artista “pittore delle colonie italiane”, ruolo sancito dalla stampa nazionale, che segue lo svolgersi della Mostra Eritrea con vivo interesse. A una manifestazione artistica di questo tenore viene infatti riconosciuta una funzione fondamentale nel tentare di avvicinare gli italiani ai possedimenti d’Oltremare: “Visitare questa mostra significa compiere un viaggio gradevole e pieno di emozioni traverso le bellezze della nostra lontana Colonia. √à la prima volta che l’Eritrea ci si rivela così suggestivamente nell’opera di un pittore che l’ha vista con occhi di innamorato e di poeta. Così che oltre al singolare valore artistico dei quadri, la Mostra costituisce un’efficace propaganda per le meraviglie di un paese così poco conosciuto dagli Italiani” (G.C. 1927).

Il “singolare valore artistico dei quadri” di Oprandi viene riconosciuto in modo unanime nella capacità di rendere le luminose solitudini degli spazi desertici come in Silenzio. Tessenei e Verso Cassala, nell’animata vivacità del Mercato di Agordat e nel conturbante Nudo africano dell’Accademia Tadini.

Lo sguardo del viaggiatore che si posa sui paesaggi e sulle popolazioni africane che compongono la Mostra Eritrea raccoglie l’eredità della letteratura di stampo esotico di tradizione ottocentesca, unendola a un approccio più di natura documentaristica; istanza, questa, che diventerà nei viaggi successivi sempre più predominante. Un nucleo importante delle opere esposte a Roma è stato presentato nel 1999 alla mostra curata da Fernando Rea presso lo Studio d’arte Bertulezzi a Bergamo.

S. Capponi


Per saperne di più:

Mostra eritrea del pittore Giorgio Oprandi. Sotto l’alto patronato di S.A.R. la duchessa d’Aosta, catalogo della mostra, Tip. Voluntas, Roma [1927].

La Duchessa d’Aosta, accompagnata dal ministro Federzoni, visita la mostra del pittore Oprandi nelle sale del Museo Coloniale alla Consulta, in «L’Illustrazione Italiana», anno LIV, n. 48, 27 novembre 1927, p. 439.

G.C., Cronache romane. L’Eritrea vista da un pittore – Conseguenze di una fucilata che sbaglia destinazione – Avventura di una «spedizione» pacifica, in «Il Regime Fascista», anno VI, n. 306, 24 dicembre 1927, p. 3.

Giorgio Oprandi, catalogo della mostra, a cura di F. Rea, Cooperativa Grafica Bergamasca, Almenno S. Bartolomeo 1999.

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