L’ultima sala del percorso museale, raccordo tra lo spazio espositivo e gli appartamenti privati, ospita la Biblioteca. Così la ricordava, nel 1828, il conte Tadini nella sua Descrizione generale dello Stabilimento dedicato alle Belle Arti in Lovere (Milano 1828):

“Non magnificenza di edizioni, non numero sterminato di libri formano il pregio di questa libreria, ma bensì la scelta di buone opere, in lingue antiche e moderne, adatte particolarmente all’istruzione della gioventù, e formanti circa sette mila volumi, consacrati all’uso e non al lusso”.

Le pareti sono dipinte a calce in color verde acqua; il soffitto composto da fogli in carta applicati su tela come gli altri della Galleria e presenta una sobria decorazione eseguita da Luigi Dell’Era è .
Particolare importanza assume l’arredo, costituito da quattro armadi in stile Impero in legno dipinto e dorato destinati ad accogliere i libri nella parte superiore, e le collezioni numismatiche e di grafica nella parte inferiore; da un grande tavolo centrale in stile Direttorio; da una sedia, la cosiddetta “Scalascranna”, curioso oggetto progettato dal modenese Sebastiano Salimbeni, nipote del conte e architetto del palazzo, che anticipa il design contemporaneo in quanto utilizzabile sia come sedile, sia come scaleo per accedere ai piani alti della biblioteca.

Il patrimonio librario ammonta attualmente a 4.600 opere, così suddivise: 2162 volumi antichi (ante 1830), che comprendono tra l’altro cinque incunaboli, 260 Cinquecentine, 400 edizioni del XVII secolo, 1200 edizioni del XVIII e 297 volumi ante 1830; i rimanenti sono in gran parte ottocenteschi.

All’osservatore attento non sfuggirà che gli armadi della biblioteca sono scanditi da lettere dell’alfabeto, da A ad O, che corrispondono ad una divisione dei volumi per materie. L’antico ordinamento è restituito dal Catalogo delle opere esistenti nella Biblioteca Tadini e dal Catalogo alfabetico degli autori opere dei quali esistono nella Biblioteca Tadini, compilati entro il 1829, e successivamente aggiornati da don Paolo Macario.

La consultazione avviene su appuntamento contattando la direzione del Museo.

La Biblioteca dell’Accademia Tadini ha aderito nel 2012 alla rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) ; il patrimonio può essere interrogato attraverso il catalogo del Polo Regionale Lombardo del Servizio Bibliotecario Nazionale

La Biblioteca restituita.

Progetto di conservazione, restauro e valorizzazione della biblioteca storica del conte Luigi Tadini

L’ambiente è stato oggetto, tra il 2011 e il 2012, di un complesso intervento di restauro che ha interessato le pareti, gli arredi, i libri e che ne ha consentito la restituzione al pubblico.

Il restauro è stato sostenuto da Regione Lombardia e dalla Fondazione Credito Bergamasco.

Direzione lavori:

Dott.ssa Amalia Pacia, Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici di Milano.
Arch. Gaetano Puglielli, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Lombardia.
Dott.ssa Ornella Foglieni, Soprintendenza ai beni librari, Regione Lombardia

Restauri:

Intervento di manutenzione sul patrimonio librario: Laura Chignoli, con la collaborazione di Elena Maccaboni, Elisa Cavagnini e Michela Mazzelli
Soffitto, pareti, pavimento: Silvia Conti, con la collaborazione di Serena Oprandi
Arredi e mobili: Luciano Gritti, con la collaborazione di Massimo Beretta e Angelo Oberti
Porte: Luciano Gritti; Silvia Conti, con la collaborazione di Manuele Mondini
Luigi Cerioli, Ritratto del conte Luigi Tadini: Silvia Conti

Sostituzione dei serramenti:
Progetto tecnico e direzione lavori: arch. Marco Agliardi; Realizzazione: Legno srl.

Vetrine:
Progetto: arch. Marco Agliardi; Realizzazione: Neon Luce.

Catalogazione del patrimonio librario: Progetti & immagine Società cooperativa, con il coordinamento di Elena Bravi.