La porcellana cinese (sala VIII, vetrina 6)

La porcellana cinese

Fornaci Zhangzhou, provincia di Fujian o Fornaci di Pengcheng, provincia di Hebei, Cina

1. Guan Yin, 4 esemplari, secc. XVII/ XVIII, H 419 – H 422

La figura femminile conservata in quattro esemplari è riconoscibile come divinità per la base a forma di nuvole: potrebbe trattarsi di Guan Yin, una divinità buddhista. Il nome cinese letteralmente significa «colei che rivolge lo sguardo al suono (delle grida del mondo)». Le statuette in ceramica bianca invetriata o porcellana tenera erano dipinte con smalti rosso, nero e oro, forse a crudo: se ne possono ancora vedere alcune tracce. L’invetriatura, color panna, si è crettata col tempo.

 

Fornaci di Dehua, Dehua, provincia di Fujian, Cina

2. Divinità orientale: La fata Magu, secoli XVIII/ XIX, H 423,

3. Divinità orientale, secoli XVIII/ XIX, H 424,

La porcellana prodotta nelle fornaci di Dehua si distingue per la particolare durezza e per la fredda lucentezza. Questa caratteristica, costante nel tempo, e la ripetizione dei soggetti, rendono difficile una datazione precisa.

Anche le fornaci di Dehua producevano porcellane destinate all’esportazione in Europa, dove erano note anche come Blanc de Chine perché erano quasi mai dipinte. Le forme degli oggetti non erano coerenti con l’iconografia tradizionale locale: le immagini erano modificate per adattarsi al gusto europeo.

 

Manifattura di Shiwan, provincia del Guangdong, Cina

4. Bonzo dormiente (Il poeta Li Bai), tra il 1790 e il 1820 ca., H 426

Il poeta Li Bai o Li Po (701-762), tra i più importanti poeti del periodo Tang, è raffigurato mentre dorme appoggiato a una giara. L’immagine è tuttora presente fra le figurine prodotte dalle fornaci di Shiwan. Quest’opera mostra tutta la freschezza delle prime produzioni, dove si faceva poco uso degli smalti e delle vetrine: si stratta di uno dei primi esempi esportati in Europa, e per questo è di particolare importanza.

 

5. Budai (Buddha sorridente), tra il 1750 e il 1820 ca., H 425

La statua in ceramica invetriata raffigura Budai, divinità appartenente sia al pantheon taoista sia a quello buddista: raffigurato spesso insieme a bambini, rappresenta l’innocenza e la gaiezza. Il “sorridente Buddha panciuto” divenne popolare in tutta l’Asia Orientale durante la dinastia Song (960-1280). La ceramica si presenta morbida e bruna, mentre l’invetriatura è color panna per la pelle, marrone per la veste monacale e verde per il sacco. In Europa sono stati aggiunti due orecchini formati da gusci di perla, ora frammentari.

× Hai bisogno di aiuto?