Angelo Zanella. Opere

La mostra di Angelo Zanella curata da Marco Albertario, allestita presso l’Atelier del Tadini (con ingresso da via Oprandi) a Lovere, traccia un profilo della sua produzione, caratterizzata da una rara coerenza formale e da una istintiva adesione al “fare” pittura che si traduce in scelte figurative di grande impatto.

La mostra, aperta al pubblico dal 21 luglio al 1 settembre 2013, osserva i seguenti orari: feriali, ore 15-19; festivi e 15 agosto, ore 10-12; 15-19. Chiuso il lunedì.

 


 

Angelo Zanella, nato a Lovere nel 1960, si è diplomato presso l’Accademia di Brera a Milano. Si considera pittore, e in questa definizione sta la quotidianità di un lavoro condotto con impegno negli studi a Parigi e a Lovere.

Tra il 1987 e il 2012 ha esposto in più occasioni in Italia e all’estero (ricordiamo, in particolare, le esposizioni presso la Galleria Lelia Mordoch a Parigi e a Nizza). Lo scorso anno ha partecipato al progetto Effetto Bibbia a Bergamo e alla mostra Energia presso il Politecnico di Milano. La collaborazione con l’Accademia Tadini è cominciata nell’estate 2010, quando in occasione di “Autoarte” ha esposto il ciclo “A Tazio“, dedicato a Nuvolari, per poi proseguire nel gennaio 2013, con la presentazione al pubblico dell’opera “Il giorno della memoria” in occasione delle celebrazioni del 27 gennaio.

La mostra allestita presso l’Atelier del Tadini documenta la sua produzione, caratterizzata da una rara coerenza formale e da una istintiva adesione al “fare” pittura che si traduce in scelte figurative di grande impatto.

Le prime opere esposte, degli anni ’89-’90, legate alle esperienze dell’Informale, maturano nello studio di Parigi e sono caratterizzate da una forte tensione espressiva che si concretizza negli spessori materici e nell’irrompere di colori sulla tela.

Un nuovo ciclo di tele informali segna, intorno al 2000, il ritorno alla pittura dopo una temporanea sospensione; alla ripresa delle opere informali si affianca un ritorno alla figurazione con il ciclo dedicato al “Bestiario”, immagini di animali ingrandite dove la gamma cromatica rarefatta lascia spazio alla qualità pittorica e materica delle pennellate.

Concludono l’esposizione una serie di opere prodotte nel 2013: le tele dedicate ai Pugili e al pilota argentino Juan Manuel Fangio.

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