Autore: Paris Bordon

Data: 1525-1527

Tecnica e supporto: olio su tela

Dimensioni: 217 x 164 cm

Inventario: P 67

La pala, da sempre considerata come uno delle più importanti opere d’arte conservate a Crema, è ricordata da Marcantonio MIchiel nella chiesa di Sant’Agostino.

Giorgio Vasari racconta di aver appreso nel 1566 da Paris Bordon che nella pala era “ritratto il signor Giulio Manfrone per un san Giorgio tutto armato”. Giulio apparteneva ad una famiglia veneta che aveva basato la propria fortuna sull’abilità militare al servizio della Serenissima. Giulio aveva ottenuto nel 1525 il comando di una guarnigione, ma la sua brillante carriera militare era stata stroncata da un colpo di archibugio il 15 agosto 1526, durante l’assedio di Cremona. Il valore riconosciuto al quarantenne capitano giustifica la sua identificazione con il giovane meditabondo san Giorgio che, in un paesaggio agreste animato dal vento che scuote il drappo d’onore, osserva il vivace scambio tra san Cristoforo e gesto della Madonna che solleva dalla spalla di questi il Bambino. Il tondo all’antica con un profilo virile e l’iscrizione “Iulio C” sembra suggerirne l’equivalenza con Cesare.

La pala è probabilmente da riferire agli anni 1525-1527 e segna una svolta nel percorso di Paris Bordon, formatosi a Venezia nella bottega di Tiziano e già attivo come pittore nel 1518. Lo sguardo del santo guerriero evoca le atmosfere intime e melanconiche di Giorgione; la possanza di san Cristoforo e la posa dinamica della Vergine manifestano un’adesione alla cultura del michelangiolismo padano cui attingono, negli stessi anni, Tiziano e Pordenone.

Il conte Tadini acquista il dipinto il 26 marzo 1805 per la somma di “lire 364 e soldi 16” e ne affida il restauro a Francesco Boldrini, al quale si deve probabilmente si deve il fissaggio della tela ad una tela di supporto. L’intervento di Luigi Cavenaghi (1905) ha cercato di migliorare le condizioni di lettura dell’opera, il cui restauro era ormai diventato necessario. Le indagini diagnostiche condotte da Vincenzo Gheroldi e il restauro effettuato nel 2016 da Alberto Sangalli e Minerva Tramonti Maggi sono stati realizzati con il sostegno della Fondazione Credito Bergamasco. Ha contributo alla realizzazione delle indagini diagnostiche il circolo Amici del Tadini.

Lo stato di conservazione della pellicola pittorica era buono, ma disomogeneo. Estese ridipinture si estendevano dai quattro angoli (ricostruiti nel restauro di primo Ottocento) ai bordi della tela; il cielo, risultava integralmente coperto. Ridipinture e velature caratterizzavano il mantello blu della Madonna, il verde della tenda, la tunica di San Cristoforo. Vernici antiche ormai ossidate compromettevano la lettura e la valutazione del colore. Nel corso dell’intervento di pulitura si è prudentemente scelto, volta per volta, di rimuovere solo sui ritocchi che coprivano o alteravano la stesura pittorica originale. Dopo una prima verniciatura a pennello si è potuto procedere all’integrazione pittorica a corpo e a velatura sulle zone lacunose. La verniciatura finale è stata ottenuta a più riprese e a giorni alterni con vernice nebulizzata. Le indagini riflettografiche hanno restituito tracce del disegno preparatorio a pennello a mano libera, più sottile e puntuale nelle figure, più approssimativo nelle nuvole, nell’azzurro del cielo e nello stendardo. Il dipinto ha inoltre conservato in molte parti (in particolare negli incarnati) tracce di una finitura a tratteggio che aiuta a definire le zone d’ombra e i dettagli.

Marco Albertario

 


Per saperne di più:

G. Mariani Canova, in Paris Bordon, catalogo della mostra (Treviso, Palazzo dei Trecento, 16 settembre-9 dicembre 1984), Milano 1984, pp. 56-58 scheda 3.

A. Cosma, Tra testo e contesto: la pala con la Vergine, San Giorgio, e San Cristoforo di Paris Bordon a Lovere in Giovani studiosi a confronto, a cura di A. Fiabane, Roma 2004, pp. 39-54

A. Cosma, Manfron, Giulio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 68, Roma 2007, p. 767

A. Donati, Paris Bordone. Catalogo ragionato, Soncino 2014, pp. 31-32 e 258 scheda 32, tav. XXIII;

A. Cosma, La memoria di un guerriero. Paris Bordon e la pala di Lovere, “Venezia Cinquecento: Studi di storia dell’arte e della cultura”, a. XXV, n. 50 (luglio-dicembre 2015), 2018, pp. 115-159.

B.M. Savy, in Il Rinascimento di Pordenone con Giorgione, Tiziano, Lotto, Correggio, Bassano, Tintoretto, catalogo della mostra (Pordenone, Galleria d’arte moderna/Parco Galvani, Museo Civico d’arte, 25 ottobre 2019-2 febbraio 2020), a cura di C. Furlan, V. Sgarbi, Milano 2019, pp. 186-187 n. 24.