I lavori alla metropolitana di Parigi

Autore: Lionello Balestrieri (Cetona, 1872 - 1958)

Data: 1910 circa

Tecnica e supporto: olio su tela

Dimensioni: 115 x 161 cm

Inventario: P 453

Lionello Balestrieri verso la fine degli anni Novanta dell’Ottocento tenta l’esperienza parigina, trasferendosi nella capitale francese ormai divenuta polo di attrazione principale per molti artisti europei. In questo vivace contesto culturale Balestrieri porta avanti la sua carriera di illustratore e pittore, che conosce il proprio apice con il successo del dipinto Beethoven (Trieste, Museo Revoltella), summa della sensibilità artistica improntata alla bohème parigina e opera che allo stesso tempo gli fa guadagnare il titolo di “pittore della musica”.

A soggetti dalla vena più scapigliata e romantica vanno ad affiancarsi però anche dipinti e disegni che illustrano in chiave verista scene della vita urbana parigina, come nel caso dell’opera I lavori della metropolitana conservata all’Accademia Tadini dal 1919 per volontà di Vittorio Emanuele III re d’Italia insieme ad una tela di Arturo Ferrari.

Il dipinto è ascrivibile alla fine della prima decade del Novecento, in concomitanza degli ultimi anni del soggiorno francese di Balestrieri. Un’opera intitolata Les travaux du métro – molto probabilmente da identificare proprio con il dipinto dell’Accademia – risulta infatti esposta nel 1910 in occasione dell’annuale Salon della Société des Artistes Fran√ßais. Lo scorcio notturno di un boulevard animato – lo stesso che compare anche nell’acquaforte e acquatinta intitolata Coin du boulevard – è illuminato dalle luci dei lampioni a gas che creano contrasti luministici molto netti, rafforzati dall’esecuzione sciolta di Balestrieri. La luce dei lampioni, che celebrano il mito di Paris Ville lumière, così come i lavori della metropolitana, rappresentati in modo efficace dall’operaio con la pala sulla spalla, concorrono, quali simboli della modernità, a connotare i tratti che contraddistinguono la capitale francese durante la Belle √âpoque.

L’opera esposta al Salon del 1910 viene notata anche da un critico d’eccezione come Guillaume Apollinaire che la ascrive al filone della “peinture democratique”: «M. Balestrieri, dont les ≈ìuvres ont connu les honneurs populaires de la reproduction à des milliers d’exemplaires, nous offre avec ses Travaux du métro un autre aspect de la peinture démocratique dont j’ai parlé».

Del dipinto è nota anche una seconda versione, di dimensioni ridotte, che potrebbe essere identificata con il bozzetto intitolato I lavori della metropolitana a Parigi, esposto nel 1925 alla mostra personale di Balestrieri presso la Galleria Pesaro di Milano.

Acquistata da Vittorio Emanuele III re d’Italia, la tela è pervenuta all’Accademia Tadini nel 1919 insieme a L’età che tramonta o Veduta della chiesa di San Vito al Pasquirolo a Milano di Arturo Ferrari 1914″.

Silvia Capponi


Per saperne di più:

Catalogue illustré du Salon de 1910, catalogo della mostra, (Parigi, Société des Artistes Fran√ßais, Grand Palais), Paris [1910], n. 95 s.i.p.

E. Giannelli, Artisti napoletani viventi. Pittori, scultori ed architetti, Napoli 1916, p. 25.

Mostra individuale del pittore Lionello Balestrieri, catalogo della mostra, (Milano, Galleria Pesaro, dicembre 1925), Bestetti e Tumminelli, Milano [1925], n. 22 s.p.

G. Apollinaire, Croniques d’art (1902-1918), Paris 1960, p. 99.

Crescit eundo. Donazioni ed acquisizioni di opere dalla fine dell’800 ad oggi destinate al fondo per la Galleria d’arte moderna e contemporanea, catalogo della mostra, Lovere 2003, pp. 36, 114, 121.

Lionello Balestrieri incisore. 23 ristampe da lastre originali, Città della Pieve 2006.

D. Matteoni, La Belle Époque. Mode, miti, storia, in La Belle Époque. Arte in Italia. 1880-1915, catalogo della mostra, a cura di F. Cagianelli, D. Matteoni, (Rovigo, Palazzo Roverella, 10 febbraio-13 luglio 2008), Cinisello Balsamo 2008, pp. 17, 18 ill.

L. Balestrieri, Una rondine non fa primavera. Ricordi d’un pittore romantico, a cura di E. Di Nola, V. Faudino, Ferrara 2008.

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