Prestiti per mostre

Roma in moneta: arte e potere nella storia della città eterna a cura di Alfonsina Russo, Edith Gabrielli, Simone Quilici e Federica Rinaldi è un progetto espositivo che racconta la storia di Roma attraverso uno dei suoi oggetti più significativi: la moneta. Da sempre strumento economico e mezzo di comunicazione del potere, la moneta diventa in questa mostra una chiave di lettura privilegiata per comprendere l’evoluzione politica, culturale e artistica della città. Attraverso una selezione di esemplari provenienti dalle grandi collezioni statali, il percorso ricostruisce momenti cruciali della storia romana, dall’età repubblicana fino all’epoca contemporanea, mettendo in dialogo monete, opere d’arte, documenti e strumenti digitali.

Promossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e realizzata in collaborazione tra Museo Nazionale Romano, Parco Archeologico del Colosseo e VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, la mostra si articola in tre sedi e tre sezioni cronologiche dedicate rispettivamente al mondo antico, al Medioevo e all’età moderna e contemporanea. Ogni tappa approfondisce il rapporto tra immagini, identità e autorità, dalla Roma repubblicana all’Impero, dalla simbologia religiosa medievale al potere temporale dei papi, fino ai simboli dell’Europa contemporanea. La moneta emerge così non come semplice oggetto da collezione, ma come straordinario strumento narrativo capace di restituire la complessità della storia millenaria di Roma.

L’Accademia Tadini partecipa con il prestito della tela di Carlo Maratti, Battesimo di Cristo, databile intorno al 1556, recentemente valorizzata dalla pubblicazione nell’importante monografia di Stella Rudolph e Simonetta Prosperi Valenti Rodinò.

Roma in moneta. Arte e potere nella storia della Città Eterna

Roma, Museo Nazionale Romano, Parco archeologico del Colosseo, Vittoriano e Palazzo Venezia, 2 luglio  – 27 settembre 2026

La mostra organizzata dall’Associazione San Floriano è dedicata al tema del Dialogo. Cinquantadue capolavori, tra dipinti e sculture – diciassette provenienti da collezioni segrete, mai visibili –, selezionati per altissima qualità e dispiegati a tracciare un percorso di duemilacinquecento anni che parte dal IV secolo a.C. e giunge alla metà del Novecento. Lasciano incantati già i nomi degli artisti che la mostra consente di ammirare, tra i quali emergono i più sensazionali: Caravaggio – due opere al centro dell’attenzione degli studiosi: una delle versioni de “L’incredulità di Tommaso”, e il “Sant’Agostino in meditazione”, opera recentemente riscoperta –; Mathias Stom – grandioso e misterioso fiammingo maestro della luce e della penombra, con quattro opere emozionanti –; Giambattista Tiepolo – movimentato narratore biblico, come in “Rebecca al pozzo con Eliezer” –; Pietro Longhi – con una coppia di dipinti, di tema esattamente opposto, che ci introducono nei vizi e nelle virtù della Venezia settecentesca –; Francesco Hayez – il punto di riferimento del Risorgimento, che in mostra compare con il toccante Ecce Homo concesso in prestito dall’Accademia Tadini e con una popolatissima grande scena storica dei tempi del Barbarossa, piena di riferimenti alla sete di libertà delle genti italiche –; Giovanni Fattori – l’altro sguardo sul Risorgimento, antiretorico e umanissimo, come dimostra nella sua “La lettera al campo” -; Giuseppe De Nittis – con “Il pranzo del vescovo” ci mette in contatto con il clima colorito ed entusiasta della Belle Époque un po’ italiana un po’ parigina –; Pablo Picasso – intenso e commovente, un suo “Arlecchino” che fa riaffiorare in lui il classicismo e le domande sul nostro destino.

Festival dei Laghi Europei

Dolci acque. Specchiature del Sebino

a cura di Massimo Rossi

Iseo, Fondazione L’Arsenale, 28 maggio  – 26 luglio 2026

In occasione del Festival dei Laghi Europei, Fondazione L’Arsenale presenta Dolci acque. Specchiature del Sebino, mostra a cura di Massimo Rossi, ideata per celebrare il lago d’Iseo attraverso lo sguardo dell’arte. Realizzata con il patrocinio del Comune di Iseo, la mostra riunisce opere provenienti da collezioni pubbliche e private, costruendo un percorso che attraversa l’Ottocento, il Novecento e la contemporaneità.  Tra gli artisti in mostra figurano Luigi Basiletti, Giuseppe Canella, Felice Casorati, Giorgio Oprandi, Matteo Pedrali, Vittorio Viviani, Faustino Joli, Giovanni Battista Ferrari, Virgilio Vecchia, Pietro Bellini, Giuseppe Belotti e Eugenio Piva. Il percorso comprende inoltre il cortometraggio Acquadolce di Dario Leani, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia ed alcune fotografie realizzate da Andrea Bossola. Particolare rilievo assume il dialogo tra le diverse epoche e sensibilità artistiche: dalle vedute ottocentesche del Sebino alla rarefazione luminosa di Giorgio Oprandi, dalla dimensione umana e operosa delle Lavandaie al porto di Vittorio Viviani alla forza mentale e sospesa del paesaggio di Felice Casorati. L’acqua diventa così soglia, specchio e memoria: un elemento capace di trasformare il paesaggio in visione.

L’Accademia Tadini collabora all’esposizione con il prestito di tre dipinti di Giorgio Oprandi, che nel corso della sua attività si è rivelato uno tra i più sensibili interpreti del lago, con la ricerca di nuovi punti di vista e di nuovi effetti di luce. Le opere risalgono a fasi differenti della sua carriera: dal giovanile Lovere. Fascino lunare, presentato nel 1921 alla mostra personale presso la Galleria Pesaro di Milano, per passare a due più tarde riflessioni: Paesaggio invernale del lago Sebino, del 1495 circa, quindi Paesaggio del lago d’Iseo, del 1955 circa.

Dolci acque. Specchiature del Sebino nasce con l’intento di offrire alla comunità e ai visitatori un’occasione di riflessione e di orgoglio identitario, affidando all’arte il compito di restituire la bellezza e la complessità del lago d’Iseo.

Festival dei Laghi Europei

Dolci acque. Specchiature del Sebino

a cura di Massimo Rossi

Iseo, Fondazione L’Arsenale, 28 maggio  – 26 luglio 2026

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