La Necropoli di Lovere verso il nuovo museo

Sabato 7 novembre, a Lovere presso la Sala affreschi dell’Accademia Tadini (ingresso da piazza Garibaldi 5) dalle ore 14.30 sarà presentato il progetto del nuovo Museo archeologico.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto sulle linee guida – scientifiche e museografiche – che sono alla base della realizzazione del nuovo spazio espositivo

Nel contempo, intende proporsi come momento di divulgazione di alcune delle tematiche che saranno sviluppate negli spazi del nuovo museo.

Il programma si articola in due momenti.

La prima parte è dedicata al progetto del Museo archeologico di Lovere, e vedrà gli interventi di Stefania De Francesco e Cristina Longhi, funzionarie della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e di Marco Albertario, direttore della Galleria dell’Accademia Tadini. L’architetto e museografo Andrea Perin svilupperà il tema dell’accessibilità come condizione essenziale della progettazione museale alla base del nuovo progetto.

La seconda sessione affronta alcuni dei principali ambiti di ricerca che contribuiranno a definire i contenuti del futuro museo. La Necropoli romana di Lovere, utilizzata dalla fine del I secolo a.C. agli inizi del IV secolo d.C., rappresenta una testimonianza di particolare rilievo per la ricostruzione della storia del territorio e della comunità che abitava le sponde del Sebino.

Gli interventi spaziano dallo studio delle pratiche e dei rituali funerari della necropoli, presentato da Federica Giacobello alle potenzialità delle indagini antropologiche per ricostruire aspetti della vita quotidiana, dell’alimentazione, delle malattie e della composizione sociale della Lovere romana che saranno trattate da Alessandra Mazzucchi.

Completano il pomeriggio due approfondimenti sulle fonti scritte e sulla memoria storica del territorio, affidati a Simone Signaroli, e sui documenti cartografici, le vedute e le immagini storiche di Lovere, presentati da Alberto Bianchi. Quest’ultima parte è funzionale al ruolo del museo, concepito come una chiave di lettura per l’interpretazione del territorio nel suo sviluppo storico.

La pluralità degli approcci — archeologico, antropologico, storico, documentario e museografico — riflette l’impostazione interdisciplinare del progetto. L’obiettivo non è soltanto valorizzare i reperti, ma integrarli in un quadro interpretativo capace di restituire il contesto territoriale, le trasformazioni storiche e le esperienze delle persone che vissero nell’antica comunità.

A conclusione del pomeriggio, un momento conviviale curato dai docenti e degli studenti dell’ISS Olivelli Putelli di Darfo Boario Terme sul tema della cucina romana.

Il progetto è stato realizzato con il contributo di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2026, Ambito B, progetto: Conoscere e condividere. La Necropoli romana di Lovere verso il nuovo museo.

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