Battesimo di Cristo

Autore: Carlo Maratti (Camerano, 1625 - Roma, 1713)

Data: 1655-1656 circa

Tecnica e supporto: olio su tela

Dimensioni: 123,3x148,5 senza cornice; 158x182 cm con cornce

Inventario: P 246

Crema, raccolta del conte Luigi Tadini (dal 1816?); Lovere, raccolta del conte Luigi Tadini (dal 1827); Galleria dell’Accademia di belle arti Tadini (12 maggio 1829).Legato Luigi Tadini, Lovere 1829.

 

“165. Il battesimo di Cristo. Nel campo vi è una grotta d’onde si scorge picciola porzione di cielo, in lontananza e sol per metà, veggonsi due figure. Sul capo del Cristo librasi sull’ali una colomba. Opera di Carlo Maratta di Ancona.

Luigi Tadini, Descrizione generale dello Stabilimento dedicato alle Belle Arti in Lovere dal Conte Luigi Tadini cremasco, Milano 1828.

La prima segnalazione del dipinto è in un elenco manoscritto che registra la collocazione delle opere nelle sale del palazzo Tadini di Crema, prima del trasferimento a Lovere (Descrizione dei quadri esistenti nella Galleria Tadini in Crema, ATLas, Faldone XI, fascicolo XVII, 1380 [1779]). L’elenco si data certamente dopo il 1813, poiché registra gli acquisti fatti in Veneto in quell’anno, e plausibilmente intorno al 1816, quando l’imperatore Francesco II d’Asburgo-Lorena, in occasione della visita a Crema, visitava la collezione. L’inventario recita:

“[IV] 5. Quadro in mezze figure al naturale, rappresentante il battesimo di Cristo. Nel campo è una grotta d’onde scopresi piccola porzione di cielo: in lontananza, e sol per metà veggonsi due figure: sul capo del Cristo librasi sull’ali una colomba. Opera di Carlo Maratta”.

Due sono le piste per ipotizzare una possibile provenienza. Il conte Tadini fu a Roma tra la fine del 1794 e l’inizio del 1795 (e forse in altre occasioni nell’ultimo decennio del XVIII secolo), quando ebbe modo di incontrare anche Antonio Canova, e proprio grazie alla mediazione di Antonio D’Este, nel 1806, gli venivano spediti dei quadri (non precisati).

Il riferimento a Carlo Maratti con il quale l’opera è documentata già nelle fonti antiche ha trovato conferma nelle ricerche condotte da Stella Rudolph, che hanno visto la luce solo nella prestigiosa monografia curata con Simonetta Prosperi Valenti Rodinò (2024).

Le studioseo hanno inquadrato tra le opere che documentano la prima maturità dell’artista, evidenziando come la pratica della copia da esempi del Rinascimento – Raffaello, i Carracci, da Domenichino – affiancati dallo studio delle opere dello stesso Sacchi ne abbia consentito la precoce affermazione professionele, tanto che – come testimonia Bellori nelle Vite – “si lasciò indietro ogn’altro anche più avanzato di sapere e d’anni, facendosi ogni giorno più sentire il nome di questo giovanetto, che per la poco età sua, in vece di Carlo, Carluccio d’Andrea Sacchi veniva chiamato” (Bellori 1672-1695).

Se l’impostazione della tela dipende dal prestigioso originale di Andrea Sacchi per il Battistero Lateranense (1639-1650), dal quale Maratti isola la parte centrale con il dialogo tra le due figure, la stesura pittorica complessa, con stesure liquide e costruzione dei volumi per velature sovrapposte ancora leggibili malgrado l’impoverimento della superficie trova un confronto nella produzione datata riferibile alla metà del secolo, come la decorazione della Cappella Ludovisi in Sant’Isidoro Agricola a Roma, riferibile agli anni 1655-1657.

Da sottolineare la straordinaria qualità della cornice, probabilmente di manifattura romana, presumibilmente originale.

Marco Albertario

Giuseppe Arrigoni, Bergamo, 1978-1979.

Fonti, inventari e cataloghi del museo, bibliografia specifica

L. Tadini, Descrizione generale dello stabilimento dedicato alle belle arti in Lovere dal conte Luigi Tadini cremasco, Milano1828, p. 35, n. 165.

L. Tadini, Descrizione generale dello stabilimento dedicato alle belle arti in Lovere dal conte Luigi Tadini cremasco, Bergamo 1837, p. 46, n. 165

Catalogo della Galleria Tadini, Lovere 1903, p. 29, n. 246.

E. Scalzi, Catalogo dei quadri della Galleria Tadini, Lovere 1929, p. 76, n. 246.

G. A. Scalzi, La Galleria Tadini, Lovere 1969, p. (16) n. 246.

G. A. Scalzi, Galleria Tadini. Guida, Lovere 1992, II, p. 48, n. 246.

Studi sul Settecento Romano, 29, a cura di E. Debenedetti, 2013, pp. 584-585, figg. 1-3.

S. Rudolph, S. Prosperi Valenti Rodinò, Carlo Maratti (1625-1713) tra la magnificenza del Barocco e il sogno d’Arcadia. Dipinti e disegni, Roma 2024, pp. 418-419, cat. 36.

 

Bibliografia di confronto

G.P. Bellori, Le vite de’ pittori, scultori e architetti moderni [1672-1695], a cura di E. Borea, con introduzione di G. Previtali e postfazione di T. Montanari, Torino 2009.

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