La Rassegna Organistica Giovanile della Valle Camonica cresce a piccoli passi e diffonde sempre più il suo messaggio musicale in tutto il territorio.
Questa quarta edizione non solo coinvolge nuove località ma estende anche il numero dei concerti rispetto alle edizioni precedenti: sei appuntamenti, in due intense settimane, dalla bassa all’alta Valle, offriranno l’occasione di ascoltare altrettanti strumenti storici sotto le dita di giovani organisti. Come sempre la formula prevede l’abbinamento dell’organo ad altri strumenti o alla voce, per mostrare la duttilità del suono dell’organo e la sua capacità di offrire un sostegno veramente coinvolgente a strumentisti e cantanti.
Innanzitutto, gli organi. La Rassegna ritorna a Lovere, presso l’Accademia Tadini, dove è conservato un pregevole Tamburini del 1910, e a Ono San Pietro, nella parrocchiale, sull’organo Perolini del primo Ottocento. Ma ben quattro sono le nuove località coinvolte: Borno, Vissone, Vione e Esine. In particolare segnaliamo il raro organo di Vione, costruito verso la metà dell’Ottocento da Giuseppe Santambrogio, artefice poco conosciuto e di limitata attività: lo strumento è tuttavia interessante, di classica scuola ottocentesca, e meritevole di un pieno restauro.
Le combinazioni musicali vedono l’organo in compagnia di cantanti, la tromba, il corno, il flauto e il coro ‘laboratorio’ gregoriano, frutto dei corsi di “Canto gregoriano popolare” promossi dall’Associazione nei mesi invernali. Il coro è diretto dal docente stesso dei corsi, don Alberto Donini.
Per un paio di settimane, dunque, la Valle Camonica potrà ascoltare interessanti proposte musicali volte a valorizzare il patrimonio organario e a spronare nell’attività concertistica un bel gruppo di giovani musicisti. Non solo bellezze naturalistiche, archeologiche e pittoriche, ma anche una ricca sequenza di organi, molti ancora da restaurare, contrassegnano il paesaggio di questo territorio. Forse può sembrare ardito considerare “paesaggio” anche gli organi e, in particolare, il loro suono, oltre alle splendide casse lignee antiche. Non solo ciò che si vede, infatti, ma anche ciò che si ascolta caratterizza un territorio: il suono di questi organi, frutto di sapienza costruttiva, di perizia e sensibilità musicale, può a ben ragione considerarsi parte del più ampio paesaggio della Valle Camonica.
Un paesaggio forse più nascosto o, come si usa dire oggi, “immateriale”, che, per essere gustato, ha bisogno di manifestarsi con mani esperte, studio e dedizione, ma non per questo meno prezioso del paesaggio “materiale”. Alla scoperta di questo suggestivo “paesaggio”, auguriamo come sempre a tutti i partecipanti…
buona musica!
Associazione Organistica Valle Camonica






