Accademia Tadini – Incontri 2025

Materiali per l’immaginario. Presentazione delle schede di lettura interdisciplinare delle opere dell’Accademia Tadini Martedì 21 ottobre, h. 17.00 con Giovanna Brambilla, Marco Albertario Con il sostegno di FONDAZIONE CARIPLO

Non so come amarlo. I volti di Cristo nel film Jesus Christ Superstar

25 novembre 2025, h. 20.30 – Presso la Sala degli affreschi dell’Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi 5) incontro con Stefano Fenaroli, autore del volume “Non so come amarlo. I volti di Cristo in Jesus Christ Superstar, pubblicato da Editrice Ancora, Milano 2025. Dialoga con l’autore Marco Albertario. Il libro propone un viaggio teologico alla scoperta della cristologia implicita di Jesus Christ Superstar, film musicale del 1973 diretto da Norman Jewison, tratto dall’omonima rock opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Ambientato durante gli ultimi giorni di vita di Gesù, il film racconta la sua vicenda attraverso un linguaggio moderno e canzoni rock che riflettono emozioni, dubbi e conflitti umani. La narrazione si concentra soprattutto sul rapporto con Giuda, offrendo una prospettiva innovativa e provocatoria, che ha reso l’opera un cult del cinema musicale. Come ha evidenziato Stefano Fenaroli, Questo musical, con la sua irriverenza e il suo particolare sguardo sulla storia di Gesù, lascia trapelare in ogni suo brano una profondità teologica e spirituale che forse viene incontro al bisogno di novità e di freschezza che segna il compito evangelizzante della fede di oggi. Ogni scena, ogni brano apre il nostro sguardo su un incontro particolare con la figura di Gesù, su un modo concreto di porsi nei confronti del predicatore di Nazaret, che suscita rabbia, incomprensione, stupore e, comunque, non lascia indifferenti.

Stefano Fenaroli, nato a Brescia nel 1990, sposato dal 2019, ha conseguito il dottorato di ricerca con una tesi pubblicata con il titolo La teologia della deep incarnation (Brescia, 2024). Dopo aver insegnato religione cattolica nella diocesi di Brescia, dal 2019 lavora presso l’Editrice Queriniana di Brescia. Scrive e collabora con il sito di divulgazione religiosa «VinoNuovo.it». Per diversi anni ha svolto attività di educatore, animatore e responsabile dell’Azione Cattolica Ragazzi nella parrocchia Santa Maria Assunta di Pisogne (BS). Attualmente si occupa principalmente di incontri di formazione per educatori, giovani e adulti, soprattutto a livello diocesano. Ha pubblicato Il Custode di questa storia. Dio, libertà e amore (Città di Castello, 2022).

Il giovane Luigi Tadini nelle Memorie di Giovanni Battista Terni

30 settembre 2025, h. 20.30 – Presso la Sala degli affreschi dell’Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi 5) Matteo Facchi e Manuel Ottini, Alessandro Tira, della Società Storica Cremasca, presenteranno il volume Giovanni Battista Terni. Memorie 1759-1787, a cura di M. Ottini, Crema, Conte Terni de’ Gregory 1001, 2024. Giovanni Battista Terni (1736-1787) fu membro di una delle più antiche e illustri famiglie cremasche. Le sue Memorie coprono circa un trentennio, arrivando fino alle soglie della Rivoluzione Francese, e offrono un vivido spaccato della società dell’epoca. Il testo fornisce dettagli sulla realtà quotidiana di una piccola città di provincia perfettamente in sintonia con lo spirito del tempo: la decadenza della nobiltà e l’ascesa di una borghesia sempre più aperta alle idee illuministe; la circolazione delle notizie attraverso le gazzette, che rendevano l’Europa molto più interconnessa di quanto potremmo immaginare; le cerimonie nuziali delle case regnanti, celebrate nelle vicine Milano, Verona e Parma; la vibrante scena teatrale con esibizioni di cantanti e ballerini di fama continentale; le sontuose feste con scenografie elaborate; la diffusione della malaria e di una nuova misteriosa malattia chiamata «mal russo»; l’andamento dei raccolti e le informazioni metereologiche, utili allo studio dei cambiamenti climatici; la complessa gestione di strade, ponti e polveriere; la fiera locale e molto altro ancora. Tra i protagonisti che si muovono su questo palcoscenico emergono Luigi Tadini e la moglie, Libera Moronati, sottratti al ruolo di mecenati e al racconto della tragedia familiare e raccontati nel contesto della società del tempo. La stampa del volume è stata resa possibile dai contributi degli associati alla Società Storica Cremasca, della Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura, della Fondazione Popolare Crema per il Territorio e del Lions Club «Crema Gerundo». Il libro gode del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Crema, del Comune di Capralba e dell’Accademia Tadini di Lovere.

Matteo Facchi è dottore di ricerca in Storia dell’Arte. Nel 2010 è stato tra i fondatori della Società Storica Cremasca di cui attualmente è il presidente. Dal dicembre 2017 al dicembre 2019 ha rivestito il ruolo di conservatore – storico dell’arte del Museo Civico di Crema e del Cremasco. Nei suoi studi si è occupato principalmente di pittura lombarda di Sei-Settecento e di scultura lapidea, fittile e lignea dal Quattrocento al Settecento. Dal 2017 è contitolare della Libreria Cremasca, dal 2023 è membro della redazione di «Insula Fulcheria», dal 2024 della Commissione Arta Sacra della Diocesi di Crema e dal 2025 è ispettore onorario per la tutela dei beni Artistici e Storici per le province di Cremona, Lodi e Mantova. Manuel Ottini è docente di ruolo di materie letterarie presso le scuole secondarie di II grado. Nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Letteratura, filologia e scienze dell’antichità presso l’Università degli Studi di Milano sotto la guida del prof. Paolo Chiesa con una tesi sulla tradizione manoscritta della Chronographia Tripartita di Anastasio Bibliotecario. Negli anni si è concentrato in particolare sulle traduzioni dal greco al latino in età medievale, specialmente di ambito cronachistico e agiografico (L’epitome veneziana della Vita Sabae, in Anecdota hagiographica e codicibus collecta, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2022, pp. 159-180). Si è occupato a più riprese anche di storia locale cremasca, con particolare attenzione al periodo tra Sei e Settecento (Vicende storiche e letterarie dell’Accademia dei Sospinti a Crema, «Insula Fulcheria», XLV, 2015, pp. 193-218). È attualmente segretario della Società Storica Cremasca, e membro del comitato di redazione della rivista peer-review «Insula Fulcheria. Rassegna di studi e documentazioni di Crema e del circondario a cura del Museo Civico di Crema e del Cremasco fondata nel 1962». Alessandro Tira è professore associato di Diritto ecclesiastico all’Università degli studi di Bergamo. Si occupa di diritto canonico, di diritto delle intese con le confessioni religiose e, in chiave storica, in particolare del ruolo del diritto ecclesiastico nella costruzione dell’ordinamento giuridico dell’Italia postunitaria. È membro dei comitati di redazione di diverse riviste scientifiche tra cui i «Quaderni di Diritto e Politica ecclesiastica» (editi da Il Mulino) e l’«Archivio Giuridico Filippo Serafini» (Mucchi editore). Tra le sue ultime pubblicazioni vi è l’edizione delle Lezioni di diritto canonico tenute a Pavia nel 1893 da Francesco Ruffini (Giuffrè, 2024). Si occupa anche di temi di storia cremasca e di divulgazione (si segnala il volume sulla Grazia, nella collana Le parole della filosofia, «Corriere della Sera», 2023).

29 marzo 2025, Lovere – Presso la Sala degli affreschi dell’Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi 5) sarà presentato il volume di Eletta Flocchini, Uno splendido avvenire. La grande avventura nel mondo dell’arte di Timo Bortolotti (1884–1954), pubblicato da La Nave di Teseo, Milano 2024. Dialoga con l’autrice Marco Albertario. La storia di Timo Bortolotti è un viaggio fra le sorprese della vita, le cadute e le ripartenze, ma anche le rivalse e i desideri che si avverano. È la storia di un destino che, per quanto segnato, si può ancora cambiare con il lavorio del cuore e, soprattutto, delle mani. Sì, perché Timo Bortolotti è uno scultore, un homo faber che piega la pietra e il marmo al suo volere per ricreare un mondo – quello degli affetti, degli ideali, della Grande Storia – e riportarlo in vita contro ogni previsione. Spinto da un’irrinunciabile passione per l’arte. Nativo di Darfo, in Valle Camonica, dove cresce in una famiglia di impresari di cave, trae dalle sue radici la forza per intraprendere un’avventura ricca di imprevisti e colpi di scena, che inaspettatamente liberano la sua immaginazione d’artista, rendendolo interprete di un’epoca leggendaria nel mondo dell’arte: quella tra le due guerre mondiali, fra fascismo e avvento della modernità, nostalgie classiciste e avanguardie. E il percorso di Timo Bortolotti, in un secolo fervido di sperimentazioni creative, si compie con grande originalità e intraprendenza. Dalla sua terra, dove esegue le prime opere monumentali alle più grandi città europee – Milano, Parigi, Roma, Londra – il suo «splendido avvenire» finalmente si realizza, inanellando committenze, premi, riconoscimenti. Uno splendido avvenire ripercorre, in forma di romanzo, la vita e la vicenda artistica di Timo Bortolotti, inquadrandolo nelle sue vesti più umane: una storia semplice, limpida, genuina e al tempo stesso epica, nella quale può riconoscersi chiunque opponga tenace resistenza a un destino che non ci appartiene davvero finché non lo abbiamo scelto.

Eletta Flocchini è giornalista e scrittrice. Scrive di cultura per le pagine bresciane del “Corriere della Sera” ed è docente di Comunicazione visiva all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. Laureata in Lettere con indirizzo in Storia dell’Arte Moderna, è sceneggiatrice di documentari sulle arti visive e direttore artistico della rassegna d’ADA – Arte Design Architettura. Ha scritto La Medusa Inquieta. Il viaggio inaspettato del capolavoro di Lucio Fontana (2018) e per La Nave di Teseo Pensa solo al salto. Un libro per ragazze (2022).

La «Fabrica» della Via Crucis. Il Santuario di Cerveno tra ricerca e restauro

Giovedì 20 febbraio 2025, ore 20:30 presso la Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini sarà presentato il volume: La «Fabrica» della Via Crucis. Il Santuario di Cerveno tra ricerca e restauro, a cura di Marco Albertario (Montichiari 2024, pp. 368). Interverranno all’incontro Maria Ines Aliverti, Università di Pisa, e i restauratori Gabriele Chiappa, Alessandra Didoné, Luciano Gritti, Giovanna Jacotti. Modera Marco Albertario, curatore del volume. Il restauro delle Cappelle del Santuario di Cerveno è stato un intervento lungo e complesso, articolato in quattro lotti: il primo tra il 2010 e il 2014 per le prime quattro Stazioni (I-IV); il secondo dal marzo 2017 al novembre 2018 per Cappelle V e VIII; il terzo da novembre 2020 a dicembre del 2021, recupero delle Stazioni VI e IX e infine da dicembre 2021 a febbraio 2024 per il restauro delle cappelle VII, X, XI, XII, XIII e XIV e dello Scalone. I Lavori sono progettati ed eseguiti dal Consorzio Indaco composto da Gabriele Chiappa, Alessandra Didonè, Eugenio Gritti, Luciano Gritti e Giovanna Jacotti. A conclusione dei lavori  il Consorzio Indaco ha voluto restituire i risultati raccolti durante l’intervento al Santuario di Cerveno coordinandoli in una pubblicazione che metta in rapporto ricerche archivistiche e dati tecnici. L’imponente complesso raggruppa intorno a uno scalone monumentale, edificato tra il 1740 e il 1750, quattordici cappelle che, come nella tradizione dei Sacri Monti, ospitano la rappresentazione plastica delle stazioni della Via Crucis. La maggior parte delle statue si deve allo scultore Beniamino Simoni, che lavora tra il 1752 e il 1759 e fa di questo complesso uno tra i principali esempi del concetto di “regolata devozione” al quale tendeva la pedagogia pastorale dei parroci di Cerveno. L’opera sarà completata dalla bottega dei Fantoni (1763-1765). L’intervento dello scultore Giovanni Seleroni (1869-1871) concluderà il percorso con il gruppo del Compianto. La prima parte del volume propone un riesame del contesto storico e artistico nel quale si inquadra l’intervento è stato affidati ai contributi di Marco Albertario, Maria Letizia Casati, Monica Ibsen, Maria Stefania Matti, Riccardo Panigada, Lidia Rigon, Luca Rinaldi, Federico Troletti, che riprendono nel dettaglio e ripropongono con molte novità gli esiti delle ricerche condotte a partire dalle fonti archivistiche e dai dati materiali emersi dal dialogo con i restauratori. Nella seconda parte Gabriele Chiappa e Alessandra Didonè prendono in esame la decorazione ad affresco, Luciano Gritti e Giovanna Jacotti danno conto della metodologia adottata durante il restauro e analizza le tecniche esecutive degli affreschi, degli stucchi e delle statue in legno. Il volume si avvale di una campagna fotografica condotta da Fotostudio Rapuzzi, BAMSphoto Rodella.

Il Rinascimento a Brescia: un’introduzione alla mostra

Martedì 14 gennaio 2025, ore 20:30 Stefano Karadjov, direttore della Fondazione Brescia Musei, e Roberta D’Adda, conservatore, presenteranno la mostra  Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552, a cura di Roberta D’Adda, Filippo Piazza ed Enrico Valseriati, allestita al Museo di Santa Giulia a Brescia dal 18 ottobre 2024 al 16 febbraio 2025. La narrazione parte dal drammatico Sacco subito dalla città del 1512 a opera delle truppe francesi, per poi indagare le profonde inquietudini e il clima di incertezza che caratterizzarono quegli anni. Ne nacquero nuove idee, nuove visioni, testimoniate da figure di intellettuali come Agostino Gallo e Nicolò Tartaglia, nuove esperienze religiose come quella promossa da Angela Merici, fondatrice della Compagnia di Sant’Orsola della quale l’Accademia Tadini conserva un’importante testimonianza, e una nuova cultura figurativa originale. L’attività di Alessandro Bonvicino il Moretto, Girolamo Romanino e Giovanni Gerolamo Savoldo, protagonisti del Rinascimento Lombardo, è stata ampiamente esplorata in oltre un secolo di studi, dall’altro è mancato un racconto complessivo del ‘500 bresciano nella sua ricchezza, complessità e, per certi versi, contraddittorietà. Il percorso è costruito attorno a personaggi emblematici, come Fortunato Martinengo, il nobile bresciano ritratto da Moretto nel dipinto conservato alla National Gallery di Londra (nella foto a lato), opera simbolo del progetto., o come gli sposi Gerolamo Martinengo e Eleonora Gonzaga per i quali furono organizzati festeggiamenti sontuosi, Nelle sale, i dipinti dei grandi maestri della pittura bresciana – giunti a Brescia da sei musei americani e da importanti collezioni italiane ed europee, dialogano con oggetti rari e preziosi quali antichi strumenti musicali, armature, arazzi e piatti in maiolica, restituendo un’immagine suggestiva dei pensieri, dei sentimenti, degli oggetti e dei personaggi che animavano la vita della città. L’Accademia Tadini ha contribuito con il prestito della Pala Manfron di Paris Bordon.

Il Rinascimento a Brescia. Moretto, Romanino, Savoldo 1512-1552

Dal 18 Ottobre 2024 a 16 Febbraio 2025 Museo di Santa Giulia Informazioni e Prenotazioni Il CUP – Centro Unico Prenotazioni risponde dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00. Festivi esclusi. +39 030 8174200 cup@bresciamusei.com

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