Ritratto di Lady Hamilton come Diana

Autore: Filippo Tagliolini (Fogliano di Cascia 1745 - Napoli 1809)

Data: ultimo decennio del Settecento

Tecnica e supporto: biscuit

Dimensioni: 21x17,5 (con cornice); il solo rilievo misura 15x11,5 cm

Inventario: H 571

Fascinoso “souvenir” di Napoli, il medaglione ha una storia diversa, che si intreccia con il soggiorno del conte Luigi Tadini nell’ultimo decennio del Settecento. L’opera presenta, lungo il bordo, in basso a destra, si legge “TERESA TALANI. D. D.”: questa elegante iscrizione a lettere capitali era considerata come il nome della donna o come firma dell’autore: in questo caso la sigla D.D. potrebbe sciogliersi con disegnavit o delineavit, con riferimento all’ideazione dell’opera.
Del medaglione si conosce un secondo esemplare nella collezione di Mario Praz (M. Praz 1979; P. Rosazza Ferraris 2008), che nel riferirlo a Teresa Talani, suggeriva un’identificazione del personaggio ritratto con Emma Hamilton (1765-1815), la celebre avventuriera inglese che, dopo il matrimonio con lord William Hamilton, animava a Napoli un salotto celebre per le sue interpretazioni di famose opere d’arte antica e moderna, le “attitudes” (per un profilo cfr. M. Praz, Emma Liona, in Gusto Neoclassico, 1939, ed. cons. 2003, pp. 291-296).
Alvaro Gonzalez-Palacios (2009) ha notato che l’opera non può essere ricondotta all’attività della Talani, nota esclusivamente come intagliatrice di gemme, ma debba piuttosto essere ricondotta alla Real Fabbrica di Porcellane di Napoli, e probabilmente, per la sua qualità, a Filippo Tagliolini, che in quegli anni ricopriva il ruolo di capo-modellatore. Tuttavia, la presenza della firma spinge a chiedersi se la placchetta non possa essere stata realizzata sulla base del disegno che era servito alla glittografa per la celebre gemma con il profilo di Lady Hamilton conservata presso il British Museum (1978,1002.442) . Un’ipotesi che si spiega se si considera che nel 1797 Teresa aveva sposato Vincenzo Talani, mercante d’arte legato alla corte partenopea, che gestiva un negozio di stampe e antichità vicino al Palazzo Reale, nei pressi della Real Fabbrica di Porcellane.
Non è difficile spiegare come il conte Tadini si sia potuto procurare questo oggetto, evocativo del clima culturale cosmopolita di Napoli nel Settecento: i suoi rapporti con Tagliolini sono tra l’altro documentati dalla presenza dello straordinario Giudizio di Paride, oltre che di una Testa di Artemide e una Testa di Livia dall’antico che provengono dallo stesso apparato.
Nella raccolta si conserva anche una modesta incisione rappresentante un rhyton sul quale il conte Tadini aveva annotato a penna che l’originale era conservato nella celebre collezione di antichità del nobile inglese: piace pensare che un durante il soggiorno napoletano anche Luigi Tadini abbia potuto partecipare, nelle sale della residenza di Lord Hamilton, ad una delle celebri rappresentazioni dell’affascinante signora. La cornice, originale, è in legno intagliato e dipinto.
Marco Albertario
Per saperne di più:
 M. Praz, La casa della vita, Milano 1979, p. 168
A. Gonzalez-Palacios, Casa Praz diventa reggia, in “Il Sole 24 ore”, 2009
P. Rosazza Ferraris, Museo Mario Praz. Inventario topografico delle opere esposte, Roma 2008, p. 113 scheda 267
× Hai bisogno di aiuto?