A Milano, mercoledì 10 dicembre 2025, alle ore 17.00, presso la Sala Studio Bertarelli del Castello Sforzesco, la Rete dell’800 Lombardo e la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte presentano il volume Le arti applicate in Lombardia nell’Ottocento. Artisti, collezionisti, esposizioni e musei, a cura di Marco Albertario, Roberta D’Adda, Lavinia Galli e Francesca Tasso.
Il volume – esito della due Giornata di Studi 2024 della Rete dell’800 – offre una panoramica nuova e sorprendente sul mondo degli artigiani, degli antiquari e dei collezionisti che, nell’arco del XIX secolo, animarono la scena delle arti decorative in Lombardia.
Il volume propone uno sguardo inedito e sorprendente sul vivace universo di artigiani, antiquari e collezionisti che, nel corso dell’Ottocento, contribuirono ad animare la scena delle arti decorative in Lombardia. Ne emergono protagonisti finora rimasti ai margini della narrazione storica, ma fondamentali nel delineare gusti, sensibilità e pratiche artistiche e collezionistiche in un secolo segnato da profonde trasformazioni.
L’Ottocento lombardo, infatti, fu il secolo in cui la riscoperta degli stili del passato divenne terreno fertile per una rinnovata attenzione agli oggetti d’arte applicata. Se nel Settecento tali oggetti erano considerati soprattutto testimonianze materiali della storia, nel secolo successivo essi iniziarono a essere percepiti come strumenti dotati di forte potere evocativo, capaci di riportare alla luce un passato idealizzato, luogo privilegiato della memoria collettiva. Con il progredire dell’industrializzazione, poi, la finezza delle tecniche artigianali acquistò un valore ulteriore: non solo documento di un sapere minacciato, ma anche campo di sperimentazione per artisti e artigiani che realizzavano oggetti “in stile” destinati a un pubblico colto e cosmopolita, contribuendo al contempo allo sviluppo delle conoscenze indispensabili al restauro.
In questo scenario si intrecciano temi centrali per le collezioni dell’Ottocento – dal falso al mariage, dalle produzioni “in stile” alle prime riflessioni sul design moderno – delineando una cultura materiale densa e complessa. Un momento decisivo in questo processo fu l’Esposizione storica di arte industriale del 1874 a Milano: la prima mostra di antiquariato in Italia, ispirata ai grandi eventi internazionali di Londra e Parigi. Nata con finalità didattiche, contribuì a plasmare il gusto collezionistico lombardo e a rivelare protagonisti come Malachia de Cristoforis, promotore del futuro Museo Municipale di Milano.
Parallelamente, la Lombardia vide fiorire le celebri “case artistiche”, dimore raffinate che reinterpretavano gli stili storici e riunivano i migliori artigiani del tempo. Luoghi di vita e di rappresentanza, ma anche laboratori di creatività, molte di queste residenze sono oggi musei o conservano ancora, in ambito privato, l’atmosfera e il fascino originari.
Il volume – curato da Marco Albertario, Roberta D’Adda, Lavinia Galli e Francesca Tasso e pubblicato da Marsilio nella collana “Ricerche”, grazie al sostegno della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte – si propone dunque come uno strumento essenziale per comprendere il ruolo delle arti applicate nella Lombardia ottocentesca e il loro contributo alla costruzione del gusto moderno.
