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Dionigi Castelli


Dionigi Castelli, collezionista viaggiatore


La donazione all’Accademia Tadini comprende alcuni oggetti legati alla memoria di Garibaldi: un autografo e la penna con cui fu firmato, un tagliandino con ricevuta di versamento in favore della Spedizione dei Mille (1860) successivamente fissato alla ricevuta del versamento a favore del Soccorso a Roma e a Venezia con stampa rappresentante l'Italia che incorona Garibaldi che calpesta l'aquila tra Roma e Venezia (rappresentate dal leone di San Marco e dalla Lupa). La ricevuta è intestata a Dionigi Castelli.
 
Nato a Cremona da padre milanese e da madre loverese, Dionigi Castelli (1834-1912) avvertì sempre in modo molto forte il legame con la città, alla quale lasciò un cospicuo patrimonio per l’istituzione di un asilo d’infanzia.
Il suo nome è legato ad un episodio molto importante. Nel 1884, in occasione della grande Esposizione Universale di Torino, fu allestito un padiglione con materiali eterogenei – documenti, cimeli, “reliquie” – relativi al Risorgimento nazionale. I materiali erano in gran parte di provenienza privata: difficile dire se si trattasse di memorie familiari (non si dimentichi che erano ancor vivi gran parte dei protagonisti delle varie campagne) o di collezioni strutturate. Castelli, che in più occasioni sottolinea l’atteggiamento patriottico dei genitori, prestò alcuni oggetti (in seguito donati al Museo del Risorgimento di Milano), ma soprattutto scrisse una lettera al sindaco di Torino, auspicando che con i materiali raccolti si pensasse a costituire un grande Museo Nazionale del Risorgimento.
 
Un secondo tema da indagare è quello del viaggio: in un clima culturale fortemente impregnato di positivismo, Dionigi Castelli si sposterà tra Europa e Africa forte dell'esperienza dell'Oriente maturata durante le visite alle Esposizioni universali delle quali era assiduo frequentatore. L'Accademia Tadini ha organizzato una prima esposizione dedicata al viaggio in Egitto.