L'ultima sala del percorso museale ospita l’antica Biblioteca. Qui, nelle alte scaffalature di stile impero, il conte Tadini raccolse i suoi libri: testi di letteratura, storia, arte, scienze, un patrimonio che va dagli incunaboli del Quattrocento fino alle raffinate edizioni illustrate di primo Ottocento.
A questo nucleo si aggiunse poi il lascito di don Paolo Macario, primo direttore dell'Accademia, e di molti altri, fino a formare un patrimonio stimato oggi in circa 8.000 volumi.
Nella sala erano conservate in origine anche le collezioni di grafica (stampe e disegni).
La biblioteca è attualmente chiusa alla visita e alla consultazione, in attesa delle opere di restauro necessarie al locale e agli arredi e in preparazione di una nuova catalogazione che renda nota e accessibile questa rara e importante raccolta.