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La Biblioteca del conte Tadini: un piccolo patrimonio a servizio della cultura


L'ultima sala del percorso museale, raccordo tra lo spazio espositivo e gli appartamenti privati, ospita la Biblioteca. Così la ricordava, nel 1828, il conte Tadini nella sua Descrizione generale dello Stabilimento dedicato alle Belle Arti in Lovere dal Conte Luigi Tadini cremasco, Milano 1828: "Non magnificenza di edizioni, non numero sterminato di libri formano il pregio di questa libreria, ma bensì la scelta di buone opere, in lingue antiche e moderne, adatte particolarmente all'istruzione della gioventù, e formanti circa sette mila volumi, consacrati all'uso e non al lusso". 
Le pareti sono dipinte a calce in color verde acqua; il soffitto eseguito da Luigi Dell’Era è composto da fogli in carta applicati su tela come gli altri della Galleria e presenta una sobria decorazione.
Particolare importanza assume l’arredo, costituito da quattro armadi in stile impero in legno dipinto e dorato destinati ad accogliere i libri nella parte superiore, e le collezioni numismatiche e di grafica nella parte inferiore; da un grande tavolo centrale in stile Direttorio; da una sedia, la cosiddetta “scalascranna”, curioso oggetto progettato dal modenese Sebastiano Salimbeni, nipote del conte e architetto del palazzo, che anticipa il design contemporaneo in quanto utilizzabile sia come sedile, sia come scaleo per accedere ai piani alti della biblioteca.
Il patrimonio librario è stato incrementato dai dai successivi direttori. Tra questi, particolare rilievo assumono i volumi aggiunti da don Paolo Macario  (1798-1868), singolare figura di sacerdote intellettuale la cui cultura spaziava dal teatro francese del Settecento ai grandi romanzi di Alessandro Manzoni e Walter Scotti, dalle opere di Vincenzo Gioberti ai testi di teologia, e probabile autore di una raccolta manoscritta intitolata "Pensieri per il libero spirito" nella quale sono trascritte poesie la cui circolazione era vietata dalla censura austriaca.  A Enrico Scalzi si deve l'acquisto di una raccolta di opere di Gabriele D'Annunzio nelle pregevoli edizioni illustrate da Adolfo De Carolis.
 
L’ampio salone è stato oggetto, tra il 2011 e il 2012, di un complesso intervento che ne ha consentito la restituzione al pubblico, sostenuto da Regione Lombardia e dalla Fondazione Credito Bergamasco.

La Biblioteca dell'Accademia Tadini ha aderito nel 2012 alla rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) ; il patrimonio può essere può essere interrogato attraverso il catalogo del Polo Regionale Lombardo del Servizio Bibliotecario Nazionale: http://www.biblioteche.regione.lombardia.it/vufind/Searchopacrl/Home
Il patrimonio ammonta attualmente a 4.600 volumi circa, così articolati: 2162 volumi antichi (ante 1830), che comprendolo tra l'altro cinque incunaboli, 260 Cinquecentine, 400 edizioni del XVII secolo, 1200 edizioni del XVIII e 297 volumi ante 1830; i rimanenti sono in gran parte ottocenteschi. La consultazione avviene su appuntamento contattando la direzione del Museo.