L'ultima sala del percorso museale, raccordo tra lo spazio espositivo e gli appartamenti privati, ospita la Biblioteca. Così la descriveva, nel 1828, il conte Tadini: "Non magnificenza di edizioni, non numero sterminato di libri formano il pregio di questa libreria, ma bensì la scelta di buone opere, in lingue antiche e moderne, adatte particolarmente all'istruzione della gioventù, e formanti circa sette mila volumi, consacrati all'uso e non al lusso".
L’ampio salone è stato oggetto, tra il 2011 e il 2012, di un ampio progetto di intervento che ne consente la restituzione al pubblico. Le pareti sono dipinte a calce in color verde acqua; il soffitto eseguito da Luigi Dell’Era è composto da fogli in carta applicati su tela come gli altri della Galleria e presenta una sobria decorazione.
Particolare importanza assume l’arredo, costituito da quattro armadi in stile impero in legno dipinto e dorato destinati ad accogliere i libri nella parte superiore, e le collezioni numismatiche e di grafica nella parte inferiore; un grande tavolo centrale in stile Direttorio; una sedia, la cosiddetta “scalascranna”, curioso oggetto progettato dal modenese Sebastiano Salimbeni, nipote del conte e architetto del palazzo, che anticipa il design contemporaneo in quanto utilizzabile sia come sedile, sia come scaleo per accedere ai piani alti della biblioteca.
Ogni armadio è articolato in scansie contraddistinte da lettere dell’alfabeto, da A ad O: l’antico ordinamento è restituito dal Catalogo delle opere esistenti nella Biblioteca Tadini e dal Catalogo alfabetico degli autori opere dei quali esistono nella Biblioteca Tadini, due inventari manoscritti grazie ai quali è possibile ricostruire la disposizione originaria. Nell’antico ordinamento, i volumi erano così suddivisi:
“Scansia A) Grammatiche, Dizionari, e Rettorici.
Scansia B) Storie di uomini letterati, di uomini illustri, relazioni di viaggiatori, e geografia.
Scansia C) Scrittori latini antichi, e moderni, e loro traduzioni,: greci, e loro traduttori; traduzioni di altre opere.
Scansia D) Metafisici, Fisici, Astronomi, Matematici, e Chimici.
Scansia E) Opere, ed Antichità.
Scansia F) Giornali, Storie letterarie, Critiche, e Dispute.
Scansia G) Pittura, Scultura, Architettura, Agricoltura, ed altre Belle Arti.
Scansia H) Medici, politici, legali.
Scansia I) Storie antiche, e moderne; generali e parziali;
Scansia K) Miscellanea, ed Opere Duplicate Sacre;
Scansia L) Sacri;
Scansia M) Prosatori italiani;
Scansia N) Comici, Tragici, e Drammatici;
Scansia O) Poeti d’ogni genere.”
Il patrimonio librario ha subito qualche incremento in seguito alle aggiunte portate dai successivi direttori: tra questi, particolare rilievo assumono i volumi aggiunti dal primo direttore, don Paolo Macario, singolare figura di sacerdote intellettuale la cui cultura spaziava dal teatro francese del Settecento ai testi di teologia, e probabile autore di una raccolta manoscritta intitolata "Pensieri per il libero spirito" nella quale sono trascritte poesie la cui circolazione era vietata dalla censura austriaca.
La Biblioteca dell'Accademia Tadini ha aderito alla rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) nel 2012; il patrimonio può essere può essere interrogato attraverso il catalogo del Polo Regionale Lombardo del Servizio Bibliotecario Nazionale:
www.biblioteche.regione.lombardia.it/OPACRL/cat/SF
La Biblioteca, oggetto nel 2011-2012 di un complesso intervento di restauro, sarà aperta al pubblico e alla visita nel maggio 2013. Il patrimonio ammonta attualmente a 4.600 volumi circa. La consultazione potrà avvenire, dopo l'inaugurazione, previa appuntamento.