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Giovanni Maria Benzoni


L’Accademia Tadini conserva il più importante nucleo di opere giovanili dello scultore Giovanni Maria Benzoni (Songavazzo 1809 - Roma 1873), uno tra i protagonisti della scultura italiana dell'Ottocento.
Rimasto orfano, il giovane è accolto dal conte Luigi Tadini come primo allievo della sua Accademia, e per lui esegue le prime opere.
Il passaggio che si coglie dal San Francesco in estasi, ancora legato ai modelli fantoniani, alle due sculture monumentali, l’Inverno e la Primavera, segna l’avvio di una maturazione sui modelli neoclassici. E’ nel segno di Canova, infatti, che si compie il suo apprendistato: Lo conferma la copia dalla Stele Tadini, richiesta dal conte Luigi per saggiare le capacità del giovane di fronte al marmo canoviano e inviata a Bergamo perchè Giuseppe Diotti desse il proprio parere. Nasce così il mito dell'artista educato "dalla natura", che senza aver ricevuto alcuna formazione riesce a scolpire il legno e il marmo. La prima prova monumentale è il Marte dormiente, che Benzoni esegue appunto “sola natura docente”. Il bozzetto, inviato a Roma, gli vale l’ammissione presso lo studio di Giuseppe Fabris.
A Roma Benzoni si afferma ben presto come uno tra gli artisti più richiesti, con una clientela di livello internazionale. Divenuto artista di successo, Benzoni celebra il suo primo mecenate nel Monumento al conte Tadini, richiesto nel 1839 ma consegnato solo nel 1858. Nella scultura in marmo Benzoni si ritrae, fanciullo, mentre il conte, con gesto affabile, lo solleva dalla miseria indirizzandolo alle “belle arti” simboleggiate dalla tavolozza, dallo scalpello e dagli strumenti musicali.