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Opere


1927 - Nudo africano

Giorgio Oprandi - olio su tela applicato su tavola
124x186 cm
Galleria dell'Accademia Tadini, P 508

Il Nudo africano è dipinto da Oprandi durante il soggiorno in Eritrea del 1926-1927 e donato all’Accademia Tadini da Maria Oprandi nel 1966. L’opera può essere considerata un esempio di quella pittura di soggetto africano che aderisce al filone letterario ottocentesco di stampo esotico tipica della prima attività dell’artista.

Senza cedere alla pura invenzione dell’evocazione orientalista Oprandi ci rende partecipi dell’atmosfera raccolta di un interno in penombra dominato, in primo piano, dal corpo nudo di una donna.

Benché Oprandi nella sua fase giovanile abbia dedicato al nudo femminile alcuni brani celebri ispirati al clima simbolista – come Profumo o La Primavera - pochissime sono invece le testimonianze di nudi eseguiti durante il periodo dei viaggi in Africa. L’artista preferisce infatti restituirci nei suoi studi di figura l’attenzione al dettaglio etnografico degli abiti, dei gioielli o degli utensili, elementi, questi, che spiegano la fortuna di opere come Doni di nozze o L’Ebrea del Garian, entrambi del 1930 circa. Simile per soggetto a Nudo africano è un’altra opera esposta alla Mostra Eritrea dal titolo evocativo Nell’Attesa, dove un donna sdraiata guarda direttamente lo spettatore in un ambiente descritto e indagato con maggiore attenzione.

La partecipazione del Nudo africano alla Mostra Eritrea del 1927 non è mai stata messa in dubbio dalla critica (Lorandi 1987, p. 86; Dalle Orobie 1999, p. 44). Va però sottolineato che nel catalogo dell’esposizione romana non sono registrate opere con questo titolo.

Compare invece un dipinto intitolato La cortigiana, illustrato nello stesso anno sulla rivista “Emporium” (Papini 1927, p. 385). La riproduzione coincide con il dipinto dell’Accademia Tadini tranne che per lo sfondo. Rispetto alla stesura omogenea del Nudo africano – interrotto solo, a sinistra, dalla presenza di due figure ammantate intorno ad un focolare – il dipinto pubblicato su “Emporium” mostra, al di là di una tenda, una seconda scena con due donne sedute su una stuoia in un angolo della stanza.

Il fatto che Oprandi intervenga in un secondo tempo su alcune opere anche celebri – è il caso per esempio dell’Ebrea del Garian, la cui composizione prevedeva in origine due figure -, è un discorso che merita di essere approfondito. Si spera che ulteriori ricerche sostenute da indagini diagnostiche consentano di ricostruire la storia del dipinto.

Per saperne di più:

Dalle Orobie al Maghreb. Gli Orientalisti bergamaschi Luigi Brignoli – Romualdo Locatelli – Giorgio Oprandi – Ernesto Quarti Marchiò, catalogo della mostra, a cura di F. Rea, Presservice ’80, Rovetta 1999.

M. Lorandi (scheda), in M. Lorandi, Giorgio Oprandi, Grafica e Arte Bergamo, Bergamo 1987.

R.P. [R. Papini], Cronache romane. Giorgio Oprandi in Eritrea, in «Emporium», vol. LXVI, n. 396, dicembre 1927, pp. 381-389.

S. Capponi

Per la fotografia si ringrazia Gianlugi Bonomelli