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1927 - La «casa viaggiante» del «Cavaliere errante della pittura»


Nel corso dei suoi primi viaggi in Algeria, Egitto e Eritrea Giorgio Oprandi si sposta aggregandosi alle carovane. Le prime testimonianze della famosa “casa viaggiante” risalgono alla permanenza in Eritrea del 1926-1927. La casa viaggiante di Oprandi, modificata su suo disegno a partire dallo chassis di una Fiat 503 e dotata di un motore a scoppio da 16 cavalli, viene iscritta nel pubblico registro il 31 ottobre 1927. Il lavoro era stato messo a punto dal meccanico loverese Antonio Adani, che in più occasioni lo accompagnerà in Africa.

La stampa non tarda a sottolineare le correlazioni tra l’artista e il veicolo, coniando una serie di espressioni idiomatiche che vanno dal «pittore con la casa in testa» (G. Cen. 1932, p. 5) al «pittore-zingaro motorizzato» (Pittore-zingaro 1948, p. 4) unendo sempre il nome di Oprandi alla «sua strana casa ambulante» (G.P. 1928, p. 4).

Nel secondo periodo dei viaggi in Africa, che si apre con il viaggio in Libia del 1928-1929, Oprandi attraversa le colonie italiane, l’Egitto e la Palestina, a bordo della casa viaggiante, trasportata, probabilmente di volta in volta, dall’Italia al continente africano. La libertà di movimento concessa dall’auto-casa, che permette di percorrere strade al di fuori dei percorsi già tracciati, non consente di definire in modo sistematico l’itinerario e di offrire una scansione cronologica precisa delle tele africane databili a questo periodo. Solo i titoli al verso delle tele e delle tavole ci possono infatti fornire le coordinate geografiche di massima in un disegno generale dettato solo dal nomadismo delle peregrinazioni dell’artista. La necessità di catturare impressioni come fossero «la selvaggina per la cena» (Oprandi 1927, p. 13) è spesso sottolineata dalla critica e l’auto-casa diviene, nell’immagine del pittore viaggiatore di ascendenza letteraria, lo strumento necessario all’affermazione dell’hic et nunc.

Dopo più di vent’anni di servizio tra Africa, Albania e Italia lo storico veicolo è sostituito, nel corso degli anni Cinquanta, con un secondo prototipo: una “Giardinetta” della Fiat dotata di una speciale intelaiatura su cui, una volta abbassata la capote, veniva montata una tenda (La torre 1954, p. 3). La «vecchia roulotte» abbandonata nella Casa Oprandi lungo le mura di via Fara a Bergamo è la prima celebre auto-casa, che dopo un iniziale passaggio dall’artista alla famiglia Michetti – nella cui collezione erano raccolti numerosi dipinti di Oprandi - è acquistata da Valentino Bellicini, che dopo averne curato il restauro ne ha cortesemente permesso l’esposizione, che consente al pubblico di osservare, come ha scritto Vergani, «un romanzo che si potrebbe chiamare “La casa a quattro ruote”» (Vergani 1948).

Per saperne di più:

G. Cen., Artisti bizzarri. Il pittore dalla casa in testa, in «Corriere della Sera», anno 57, n. 250, 20 ottobre 1932, p. 5.

G.P., La strana casa ambulante di un pittore bergamasco. Angolo di terra orobica sotto il sole siciliano, in «La voce di Bergamo (Il Gagliardo)», anno V (anno VIII), n. 115, 14 maggio 1928, p. 4.

M. Lorandi, Giorgio Oprandi, Grafica e Arte Bergamo, Bergamo 1987, pp. 21-22.

G. Oprandi, Il mio vagabondaggio eritreo in Mostra eritrea del pittore Giorgio Oprandi. Sotto l’alto patronato di S.A.R. la duchessa d’Aosta, catalogo della mostra, Tip. Voluntas, Roma [1927].

Pittore-zingaro motorizzato, in «Corriere d’Informazione», anno IV, n. 295, 16-17 dicembre 1948, p. 4.

O. Vergani, in Artisti contemporanei. Giorgio Oprandi, catalogo della mostra, a cura di O. Vergani (Milano, Galleria Ranzini, 13-26 novembre 1948), Off. Grafiche Esperia, Milano [1948].

S. Capponi