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Opere


1917 - Uniti ad un'immagine sola

Giorgio Oprandi - 1917

Nel maggio del 1917 Giorgio Oprandi partecipa al concorso nazionale intitolato “Per la nostra guerra” che viene ospitato dalla Permanente di Milano. Come si legge nel regolamento, il concorso era “inteso ad ottenere soggetti di facile ed estesissima riproduzione coi quali si abbiano a incoraggiare le masse operaie al lavoro intenso e al duro sacrificio” (Milano, Archivio Storico della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, b. 7, f. 7 135).

Dopo una serie di proteste avanzate dalla Famiglia Artistica di Milano sui componenti della commissione giudicatrice, il bergamasco Giovan Battista Galizzi si aggiudica il primo premio, per un ammontare di diecimila lire, con l’opera Tutti uniti per la vittoria. Al secondo e al terzo posto si classificano Giacinto Trussardi, di Clusone, con il dipinto Oro e sacrificio per la patria. Ferro e fuoco pel nemico e il milanese Carlo Paolo Agazzi con Per un’unica fede. Oprandi vince con l’opera Uniti a un’immagine sola uno dei cinque premi di mille lire come Franco Bargiggia, Aldo Mazza, Plinio Nomellini e Eugenio Pellini.

L’artista loverese interpreta il tema del concorso - il sacrificio del combattente sostenuto dall’attività del lavoratore – attraverso un soggetto che mostra, “uniti a un’immagine sola”, l’officina e il campo di battaglia: “E additiamo fra questi Giorgio Oprandi, che in una tela di vaste dimensioni dipinge un’officina, dove uomini atletici forgiano armi. Di qui, come dalla fonte della loro forza, muovono, tra fraterni saluti, che sembrano un patto di fede e di vittoria, le falangi dei combattenti, la cui teoria si perde verso un lontano cielo infiammato dalla battaglia. La visione è semplice, drammatica ed espressiva” (Cronache d’arte 1917).

Il dipinto, oggi disperso e noto solo attraverso una fotografia conservata all’archivio storico della Permanente di Milano, viene ricordato anche da Enrico Scalzi – direttore dell’Accademia Tadini dal 1920 al 1950 - nella biografia del 1932 dedicata all’amico Oprandi: “Un altro suo quadro di grande dimensione, dipinto a Vezza d’Oglio, dove sarà ora? L’opera vigorosa ed espressiva, di soggetto patriottico, visitata ed ammirata nel suo crescere da quel rude soldato che è il generale Quintino Ronchi, viene spedita, appena terminata a Milano, per un concorso. L’Oprandi, accompagnandola, dorme sopra la cassa nella quale il quadro era stato messo, col risultato che, all’arrivo, la cassa è sfondata e il quadro in parte rovinato. Con un lavoro febbrile di due giorni i danni sono riparati, e l’opera presentata al concorso fa vincere al Pittore un vistoso premio” (Scalzi 1932).

Per saperne di più:

L. Angelini, I pittori bergamaschi vincitori al concorso “Per la nostra guerra”, in «L’Eco di Bergamo», anno XXXVIII, n. 160, 7 luglio 1917, p. 3.

L.A. [L. Angelini], Il Concorso nazionale Per la nostra guerra, in «Emporium», vol. XLVI, n. 273, settembre 1917, pp. 166-168.

Cronache d’arte. Per la nostra guerra. Il concorso nazionale d’arte alla Permanente, in «Corriere della Sera», anno 42, n. 136, 16 maggio 1917, p. 2

Elenco delle opere presentate al concorso nazionale d’arte “Per la nostra guerra”, Società per le Belle Arti Esposizione Permanente di Milano, Coop. Tip. Operai, Milano 1917.

Le vicende del Concorso Pro Nostra Guerra, in «La Famiglia Artistica», anno III, n. 6-7, giugno-luglio 1917, pp. 2-3.

Silvia Capponi