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Opere


A tavola con il conte Tadini

Porcellana "con sorpresa"
Porcellana dipinta
Sala XXII
La manifattura "de Porcelaine Allemande" di Locré, Russinger e Pouyat, con sede in rue de la Fontaine-au-Roy a Parigi si era specializzata nella produzione di porcellane che per senza ignorare la vicina Sèvres, imitavano il prestigioso modello di Meissen e produceva porcellane dette "de Saxe", di Sassonia. Persino la marca, due torce dipinte in blu incrociate, richiamava le celeberrime spade, tanto da ingannare gli acquirenti meno avveduti.
Fu forse in omaggio al nuovo gusto francese che il conte Tadini, forse durante il suo soggiorno a Parigi, si rivolse a questa manifattura per acquistare il servizio destinato a esibire anche nel gusto per la tavola il prestigio della casata.
Per meglio comprendere la forma e la funzione dei pezzi del servizio di porcellana "di Sassonia" può essere utile considerare come si “stava in tavola” tra Sette e Ottocento.
Tutta Europa stava adottando, in quegli anni, la moda francese, impostasi anche grazie all’influenza politica del paese. Ogni pranzo era composto tra tre portate principali, che potevano essere intervallate da entremets, intermezzi, portate dolci o salate.
La tavola era sormontata dal surtout, parte centrale sulla quale si disponevano sculture in marmo, porcellana o biscuit come quelli visibili nella sala XXI.
I Piatti da zuppa sono i piatti fondi, protagonisti della prima portata, di solito un “potage” servito nelle due zuppiere.
I Piatti da tovagliol sono invece i piatti piani, in gran numero perché erano cambiati ad ogni portata.
Gli otto Piatti d’antramé, tondi e quadrati, (dal francese “entremets”, piatto di mezzo), servivano a portare in tavola pietanze salate o dolci che intervallavano le portate principali. Per il servizio erano previsti un certo numero di vassoi, di dimensioni differenziate (piatto real, piatto da capon), oltre alle due insalatiere. Olio, aceto e sale erano negli appositi contenitori; le salsiere contenevano gli intingoli per le portate di carne o di pesce.
Il dessert concludeva il pranzo, e si articolava in una sequenza di portate: i gelati e le creme erano conservati nella ghiazera scomponibile (un recipiente per il ghiaccio, una vaschetta interna estraibile per il gelato, un coperchio con incavo per il ghiaccio), le composte e la frutta.
Il caffè era servito nelle elegantissime dodici chichere.
Le bottiglie erano conservate negli appositi rinfrescatoi di forma cilindrica; quelle da liquore erano conservate in un apposito recipiente diviso in due da una tramezza forata. Il recipiente dalla forma allungata, con i bordi frastagliati conteneva i bicchieri, appoggiati con la coppa rivolta verso l’interno.

Per saperne di più:
- M. Olivari, Il fornimento da tavola di Luigi Tadini, in A tavola con il conte. Porcellane europee della collezione Tadini, catalogo della mostra (Lovere, 22 maggio-28 agosto 2011), Lovere 2011, pp. 39-61.
- A. Perin, Il servizio "alla francese", ivi, pp. 33-38.
- T. Medici, I vetri alla tavola del conte, ivi, pp. 67-70.