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Un'opera, una storia


In questa sezione vi racconteremo i segreti delle opere dell'Accademia Tadini, intraprendendo un virtuale viaggio tra le porcellane, le tele, le tavole e le decorazioni che si mostrano ai visitatori nelle sale del Museo.

Beneficenza del conte Tadini

L’Accademia Tadini conserva il più importante nucleo di opere giovanili di Giovanni Maria Benzoni.
Rimasto orfano, il giovane è accolto dal conte Luigi Tadini come primo allievo della sua Accademia. Divenuto artista di successo, Benzoni onora la memoria del conte con un gruppo in marmo, ideato nel 1839 ma consegnato solo nel 1858.
La celebrazione di Luigi Tadini come mecenate, educatore e benefattore, è al contempo la rappresentazione dell’incontro più significativo della giovinezza di Benzoni, rievocato dalla citazione del quadretto con San Francesco in preghiera (l’opera con cui fu presentato a Tadini nel 1826) e dalla veste da camera del conte, la stessa, che indossava il mattino in cui lo chiamò nel suo studio.


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Monumento alla Pace (Marte dormiente)

L’Accademia Tadini conserva il più importante nucleo di opere giovanili di Giovanni Maria Benzoni.
Rimasto orfano, il giovane è accolto dal conte Luigi Tadini come primo allievo della sua Accademia, e per lui esegue il San Francesco in estasi, ispirato a modelli fantoniani, e due sculture monumentali, l’Inverno e la Primavera, avvio di una maturazione sui modelli neoclassici. E’ nel segno di Canova che si compie il suo apprendistato: lo conferma la copia dalla Stele Tadini. La prima prova monumentale è il Marte dormiente, che Benzoni esegue “sola natura docente”.
Divenuto artista di successo, Benzoni celebra il suo primo mecenate nel gruppo Beneficienza del conte Tadini, commissionato nel 1839 ma consegnato solo nel 1858.


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De Institutione Grammatica

Il gesuita portoghese Manoel Álvares (1526-1583) è celebre soprattutto per il suo testo, De institutione gramatica libri tres (1572), del quale si conoscono quattrocento edizioni e più versioni. Una copia è conservata presso la Biblioteca storica dell'Accademia Tadini (probabilmente questa edizione coincide con quella pubblicata a Milano nel 1765) e presenta una sorpresa ...


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Copia della Stele Tadini

L’Accademia Tadini conserva il più importante nucleo di opere giovanili di Giovanni Maria Benzoni.
Rimasto orfano, il giovane è accolto dal conte Luigi Tadini come primo allievo della sua Accademia, e per lui esegue il San Francesco in estasi, ispirato a modelli fantoniani, e due sculture monumentali, l’Inverno e la Primavera, avvio di una maturazione sui modelli neoclassici. E’ nel segno di Canova che si compie il suo apprendistato: lo conferma la copia dalla Stele Tadini. La prima prova monumentale è il Marte dormiente, che Benzoni esegue “sola natura docente”.
Divenuto artista di successo, Benzoni celebra il suo primo mecenate nel gruppo Beneficenza del conte Tadini, commissionato nel 1839 ma consegnato solo nel 1858.


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Organo

L’organo, costruito appositamente per la sala dei concerti dell’Accademia Tadini, fu inaugurato il 6 giugno 1910 alla presenza del costruttore Giovanni Tamburini, di Alfonso Bazzini e del direttore dell’Accademia Francesco Rosa.

Nel 1995 lo strumento è stato sottoposto a un intervento di restauro presso la bottega Fratelli Pirola di Sovico. Lo strumento è citato nei cataloghi aziendali della ditta Tamburini editi nel 1940 e nel 1977.


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Madonna con il Bambino e angeli (Madonna dell'Umiltà)

La Madonna dell'Umiltà, seduta in terra al centro del giardino, era un tema molto caro alla pittura tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, e si legava alla predicazione degli ordini Mendicanti.


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Sant'Antonio di Padova

Giovanni Valagussa ha proposto di riconoscere la tavola come opera di collaborazione tra Antonio e il più giovane fratello Bartolomeo, documentata dal polittico per la Certosa di Bologna (ora Bologna, Pinacoteca Nazionale) del 1450, probabilmente da inquadrare nell’ambito della trasferta padovana della bottega, tra il 1446 e il 1451.


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Ritratto di Isaac Newton

Il ritrovamento dell’opera, esposta in Galleria dal 1828 ma relegata nella seconda metà del secolo scorso nei depositi, e la sua identificazione come copia antica del Ritratto di Isaac Newton dipinto nel 1689 a Londra dal pittore di corte Godfrey Kneller (Earl of Portsmouth, Farleigh Wallop, Basingstoke, Hampshire) aprono un affascinante percorso di ricerca.


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Ritratto del generale Jean Victor Marie Moreau

La raccolta di porcellane dell'Accademia Tadini conserva due piccoli busti in porcellana biscuit che documentano l'impiego delle arti decorative per la realizzazione di materiali destinati alla propaganda politica.

Il busto del generale Moreau è stato restaurato nel 2017 da Silvia Conti con un contributo del dr. Marco Zanni e nuovamente esposto al pubblico.


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Tazzina e piattino a trembleuse

Nell'Europa del Settecento la passione per le nuove bevande – il tè, il caffè, il "brodo indiano", cioè la cioccolata, è uno dei segni di una profonda trasformazione della moda, del gusto, delle buone maniere, alimentata dalle nuove tendenze filosofiche e, in generale, dalla modernizzazione del vivere sociale. 


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Violino "Il Sebino"

Il restauro eseguito dal maestro liutaio Gabriele Negri, docente presso la Civica Scuola di Liuteria di Milano, è stato promosso dal Lions Club Lovere con il sostegno di Forni Bendotti, Palinal Vernici, Tecnosider srl.

L’uso del violino è limitato a poche occasioni nell’ambito della stagione concertistica dell’Accademia Tadini: il prezioso strumento, in uso dalla fine del Settecento, ben rappresenta la vitalità della sua tradizione in campo musicale.


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Madonna con il Bambino (Madonna Tadini)

La monumentale Madonna sta in piedi dietro un parapetto di marmo rosa, sul quale rimane un libro aperto e appena abbandonato per mettersi in posa con il figlio. Mentre osserva lo spettatore la Madre regge, per prudenza, con entrambe le mani, il Bambino benedicente che indossa solo una collana con un grosso corallo. Su un cartiglio apposto sullo stretto parapetto sta la firma dell’artista, mentre l’iscrizione in caratteri gotici nel nimbo è un passo liturgico di esaltazione della Vergine («Beata sei tu, Vergine Maria, Madre di Dio, che hai creduto»).


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Madonna con il Bambino, san Cristoforo e san Giorgio (Pala Manfron)

Racconta Giorgio Vasari, che aveva incontrato Paris Bordon nel corso del suo viaggio a Venezia del 1566: “In Crema ha fatto, in Santo Agostino, due tavole, in una delle quali è ritratto il signor Giulio Manfrone per un San Giorgio tutto armato.” (Le vite, ed. Giuntina, Firenze 1568, vol. VI, Vita di Tiziano da Cador pittore).


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LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI di mano del Boccaccio

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Ritratto di Lady Mary Wortley Montagu

A Lovere Lady Mary Wortley Montagu (1689-1762) visse a lungo tra il 1749 e il 1755, lasciando alcune interessanti tracce della sua presenza e della sua influenza intellettuale. Il dipinto è probabilmente copia ingrandita di un originale antico, probabilmente una miniatura (lo confermano gli adattamenti nel formato) probabilmente prodotto in quell'occasione.


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Il timbro di Commodo, imperatore "pigro e svogliato" ...

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Un dono prezioso: il bozzetto della Religione

La preziosa terracotta modellata da Antonio Canova, promessa al conte Tadini fin dal 1795, rappresenta un segno della gratitudine dell'artista per il volumetto che Faustino, figlio del conte, aveva dedicato al suo lavoro, pubblicato a Venezia nel 1796: come scrive Antonio D'Este al conte Tadini, possedere un bozzetto originale era un privilegio che pochi potevano vantare.


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La Stele Tadini: un monumento all'amicizia

La luce radente proveniente dalla finestra in alto a sinistra, voluta da Antonio Canova, scivola sulla superficie della scultura, valorizzando il complesso lavoro di finitura che conferiva alle opere di Canova quel carattere di grande originalità. La Stele Tadini è tra le ultime opere del grande artista.


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Antigone interpretata: l'ultimo capolavoro della cultura neoclassica

Nel contratto stipulato, il 31 luglio 1834, tra Giuseppe Diotti e la Commissaria dell'Accademia Carrara si precisa che "Il quadro dovrà avere la sua dimensione non minore di braccia cinque per largo e braccia quattro per alto misura milanese"; e si definivano le caratteristiche dei personaggi: "figure al naturale esprimenti i personaggi in essa lettera indicati nel numero di nove, non compresi quelli che si avranno a vedere in lontananza." Il cartone reca le tracce della lunga gestazione dell'opera, autentico testamento dell'autore. La consegna era prevista agosto 1837, ma la scadenza non sarebbe stata rispettata. Solo nel marzo 1845, infatti, la grande tela sarebbe stata consegnata all'Accademia Carrara, dove è tuttora conservata.

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Ritratto di lady Hamilton come Diana

Fascinoso "souvenir" del soggiorno napoletano, il medaglione fin qui attribuito a Teresa Talani va invece considerato opera del celebre modellatore Filippo Tagliolini.


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La vestale Tuccia

La storia della Vestale Tuccia come monito per una sposa veronese nella tavoletta ricavata dalla fronte di un cofano nuziale.
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Le ore del conte Tadini

La scheda di Marisa Addomine ci accompagna alla scoperta di uno dei tanti oggetti acquistati dal conte Tadini durante i suoi viaggi. Accanto alle porcellane, un raffinato orologio di manifattura francese ricorda il soggiorno parigino dopo i Comizi di Lione, all'inizio del XIX secolo.
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Suonatore di chitarra

Una scheda musicale per il ritratto di Pombioli. Due sono gli strumenti musicali ritratti in questo dipinto di Tommaso Piomboli: un ‘chitarrino’ o ‘chitarra italiana’, vale a dire un liuto piccolo e chitarra dalle tipiche caratteristiche costruttive del periodo barocco.

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Andata al Calvario

Una tavola destinata alla devozione privata, dipinta da Marco Palmezzano, firmata e datata 1537, solleva interrogativi sulle pratiche in uso nelle botteghe tra Quattro e Cinquecento. Già ritenuta in falso, l'opera è stata restaurata nel 2010 con il contributo di Banca Intesa e del Ministero per i Beni Culturali da Domenico Cretti (per il supporto) e da Roberta Grazioli (per la pellicola pittorica) e si è rivelata uno splendido originale.

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Il servizio quotidiano del conte Luigi Tadini

L'uso di stoviglie in terraglia si diffuse in ambito inglese nella regione dello Staffordshire già dal Seicento; nel secolo successivo alcune fabbriche, come quella di Josiah Wedgwood, si prodigarono per il miglioramento dell’impasto rendendolo più bianco. Tale produzione costituì un modello per le diverse fabbriche settecentesche che in Italia si cimentarono con questo materiale, chiamato appunto “terraglia all’uso inglese”. Tra le manifatture, spesso note solo a livello locale ma con un mercato fiorente, è quella della famiglia Bottaini a Sovere, alla quale vanno probabilmente ricondotte le stoviglie in terraglia di casa Tadini.


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A tavola con il conte Tadini

Il servizio per dodici persone esposto nella grande vetrina della sala XXII fu prodotto nella manifattura parigina di Locré, Russinger e Pouyat nell'ultimo quarto del XVIII secolo, come dimostra la marca visibile al rovescio (le due torce in blu). Fu acquistato dal conte Luigi Tadini, che sborsò 14 lire al pezzo per la favolosa cifra di 1800 lire.


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Battesimo di Cristo

Il legame naturale della Galleria voluta dal conte Tadini con la città di Crema è incarnato dalla presenza di due opere del suo pittore più insigne fra Quattrocento e Cinquecento, Vincenzo Civerchio. Il Battesimo di Cristo assieme alla Madonna in trono con Bambino tra i santi Stefano e Lorenzo rappresenta in modo degno la produzione più matura del maestro cremasco, dove si incontrano e scontrano le reminescenze della sua formazione tardo quattrocentesca e gli impulsi più accaniti verso la Maniera.

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Giuditta e Oloferne; Salomé con la testa del Battista

Due belle tele seicentesche, provenienti da Crema, con problemi di attribuzione.
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Il giudizio di Paride

Lo straordinario centrotavola modellato da Filippo Tagliolini, acquistato dal conte Luigi Tadini probabilmente nel corso del suo viaggio a Napoli, una delle capitali culturali d'Europa è stato restaurato da Cinzia Parnigoni grazie al contributo dell'Associazione Amici del Tadini nell'ottobre 2010, e nuovamente collocato, come lo volle il conte Tadini, di fronte alla Religione di Antonio Canova. Garbata invenzione di gusto neoclassico, il Giudizio di Tagliolini è l’elemento centrale di un complesso trionfo da tavola che rievoca il complesso mondo della mitologia greca e romana e attraverso la riproduzione di celebri sculture antiche conservate nelle collezioni borboniche celebrava la grandezza della dinastia..


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