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Un'opera, una storia


In questa sezione vi racconteremo i segreti delle opere dell'Accademia Tadini, intraprendendo un virtuale viaggio tra le porcellane, le tele, le tavole e le decorazioni che si mostrano ai visitatori nelle sale del Museo.

Madonna con il Bambino, san Cristoforo e san Giorgio (Pala Manfron)

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LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI di mano del Boccaccio

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Lady Mary Wortley Montagu: un ritratto inedito

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Il timbro di Commodo, imperatore "pigro e svogliato" ...

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Un dono prezioso: il bozzetto della Religione

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La Stele Tadini: un monumento all'amicizia

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Antigone interpretata: l'ultimo capolavoro della cultura neoclassica

Nel contratto stipulato, il 31 luglio 1834, tra Giuseppe Diotti e la Commissaria dell'Accademia Carrara si precisava che "Il quadro dovrà avere la sua dimensione non minore di braccia cinque per largo e braccia quattro per alto misura milanese"; e si definivano le caratteristiche dei personaggi: "figure al naturale esprimenti i personaggi in essa lettera indicati nel numero di nove, non compresi quelli che si avranno a vedere in lontananza." Il cartone reca le tracce della lunga gestazione dell'opera, autentico testametno dell'autore. La consegna era prevista agosto 1837, ma la scadenza non sarebbe stata rispettata. Solo nel marzo 1845, infatti, la grande tela sarebbe stata consegnata all'Accademia Carrara, dove è tuttora conservata.

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Ritratto di Enrico Banzolini

Intorno a un ritratto si stringe un clima che combina patriottismo, educazione artistica e affetti familiari.


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Ritratto di lady Hamilton come Diana

Fascinoso "souvenir" del soggiorno napoletano, il medaglione fin qui attribuito a Teresa Talani va invece considerato opera del celebre modellatore Filippo Tagliolini.


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La vestale Tuccia

La storia della Vestale Tuccia come monito per una sposa veronese nella tavoletta ricavata dalla fronte di un cofano nuziale.
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Le ore del conte Tadini

La scheda di Marisa Addomine ci accompagna alla scoperta di uno dei tanti oggetti acquistati dal conte Tadini durante i suoi viaggi. Accanto alle porcellane, un raffinato orologio di manifattura francese ricorda il soggiorno parigino dopo i Comizi di Lione, all'inizio del XIX secolo.
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Suonatore di chitarra

Una scheda musicale per il ritratto di Pombioli. Due sono gli strumenti musicali ritratti in questo dipinto di Tommaso Piomboli: un ‘chitarrino’ o ‘chitarra italiana’, vale a dire un liuto piccolo e chitarra dalle tipiche caratteristiche costruttive del periodo barocco.

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Andata al Calvario

Una tavola destinata alla devozione privata, dipinta da Marco Palmezzano, firmata e datata 1537, solleva interrogativi sulle pratiche in uso nelle botteghe tra Quattro e Cinquecento. Già ritenuta in falso, l'opera è stata restaurata nel 2010 con il contributo di Banca Intesa e del Ministero per i Beni Culturali da Domenico Cretti (per il supporto) e da Roberta Grazioli (per la pellicola pittorica) e si è rivelata uno splendido originale.

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Il servizio quotidiano del conte Luigi Tadini

L'uso di stoviglie in terraglia si diffuse in ambito inglese nella regione dello Staffordshire già dal Seicento; nel secolo successivo alcune fabbriche, come quella di Josiah Wedgwood, si prodigarono per il miglioramento dell’impasto rendendolo più bianco. Tale produzione costituì un modello per le diverse fabbriche settecentesche che in Italia si cimentarono con questo materiale, chiamato appunto “terraglia all’uso inglese”. Tra le manifatture, spesso note solo a livello locale ma con un mercato fiorente, è quella della famiglia Bottaini a Sovere, alla quale vanno probabilmente ricondotte le stoviglie in terraglia di casa Tadini.


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A tavola con il conte Tadini

Il servizio per dodici persone esposto nella grande vetrina della sala XXII fu prodotto nella manifattura parigina di Locré, Russinger e Pouyat nell'ultimo quarto del XVIII secolo, come dimostra la marca visibile al rovescio (le due torce in blu). Fu acquistato dal conte Luigi Tadini, che sborsò 14 lire al pezzo per la favolosa cifra di 1800 lire.


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Battesimo di Cristo

Il legame naturale della Galleria voluta dal conte Tadini con la città di Crema è incarnato dalla presenza di due opere del suo pittore più insigne fra Quattrocento e Cinquecento, Vincenzo Civerchio. Il Battesimo di Cristo assieme alla Madonna in trono con Bambino tra i santi Stefano e Lorenzo rappresenta in modo degno la produzione più matura del maestro cremasco, dove si incontrano e scontrano le reminescenze della sua formazione tardo quattrocentesca e gli impulsi più accaniti verso la Maniera.

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Giuditta e Oloferne; Salomé con la testa del Battista

Due belle tele seicentesche, provenienti da Crema, con problemi di attribuzione.
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Il giudizio di Paride

Lo straordinario centrotavola acquistato dal conte Luigi Tadini probabilmente nel corso di un viaggio in una delle capitali culturali d'Europa (la data dell'opera coincide infatti con quelle del soggiorno napoletano del conte nell'ultimo decennio del XVIII secolo) è stato restaurato da Cinzia Parnigoni grazie al contributo dell'Associazione Amici del Tadini nell'ottobre 2010, e nuovamente collocato, come lo volle il conte Tadini, di fronte alla Religione di Antonio Canova.


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