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Un'opera, una storia


In questa sezione vi racconteremo i segreti delle opere dell'Accademia Tadini, intraprendendo un virtuale viaggio tra le porcellane, le tele, le tavole e le decorazioni che si mostrano ai visitatori nelle sale del Museo.

A tavola con il conte Tadini

Il servizio per dodici persone esposto nella sala XXII fu prodotto nella manifattura sassone di Meissen nella seconda metà del XVIII secolo, come dimostra il marchio visibile al rovescio (le due spade). Fu acquistato dal conte Luigi Tadini, che sborsò 14 lire al pezzo. Un elenco manoscritto consente di ricostruirne l’originaria consistenza e di riscoprire il nome dei piatti.

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Battesimo di Cristo

Il legame naturale della Galleria voluta dal conte Tadini con la città di Crema è incarnato dalla presenza di due opere del suo pittore più insigne fra Quattrocento e Cinquecento, Vincenzo Civerchio. Il Battesimo di Cristo assieme alla Madonna in trono con Bambino tra i santi Stefano e Lorenzo rappresenta in modo degno la produzione più matura del maestro cremasco, dove si incontrano e scontrano le reminescenze della sua formazione tardo quattrocentesca e gli impulsi più accaniti verso la Maniera.

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Giuditta e Oloferne; Salomé con la testa del Battista

Due belle tele seicentesche, provenienti da Crema, con problemi di attribuzione.
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Il giudizio di Paride

Aprile 2009
Cominciamo il nostro viaggio nelle opere dell'Accademia Tadini dallo stupendo centrotavola in porcellana di Filippo Tagliolini.
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