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Dopo duecento anni La Religione di Antonio Canova torna a Roma

mercoledì 9 ottobre 2019

Il 9 ottobre 2019 si apre la mostra Canova. Eterna bellezza dedicata al legame di Canova con la città di Roma che - fra Settecento e Ottocento - fu la fucina del suo genio e un’inesauribile fonte di ispirazione. Un rapporto, quello tra lo scultore e la città, che emerge da molteplici aspetti, indagati in un suggestivo percorso espositivo.

Nel 1779 Canova si trasferisce a Roma, e dove risiede per il resto della sua vita: sebbene viaggiasse spesso, principalmente per soggiorni all’estero o per ritornare nei luoghi natii, l’Urbe per lui rappresenta sempre un imprescindibile punto di riferimento.

Tra le numerose storie che emergono dalla mostra emerge quella dei conti Tadini, che intorno alla metà dell'ultimo decennio del Settecento ebbero modo di soggiornare a Roma e di incontrare il grande scultore.

Canova aveva da poco concluso due importanti cantieri, i monumenti ai papi Clemente XIV (ai Santi Apostoli, inaugurato nel 1787) e Clemente XIII (in San Pietro, inaugurato nel 1792) ed era impegnato in numerose commissioni per importanti esponenti della vita culturale europea.

Nell'entourage canoviano matura il progetto di dedicare allo scultore un volumetto, affidato all'abilità di Faustino, figlio del conte Luigi, cui si devono le composizioni in rima ispirate alle descrizioni in prosa trasmesse da Antonio D'Este, Le sculture e le pitture di Antonio Canova (Venezia, 1796, illustrato con la riproduzione del busto di Canova scolpito nel 1795 da Antonio D'Este ora a Roma, Palazzo della Cancelleria) resta un importante punto di riferimento nella biografia canoviana. In segno di gratitudine, Canova vorrà donare ai Tadini il bozzetto della Religione,