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L'iconografia dei santi Faustino e Giovita, conferenza di Angelo Loda

giovedì 23 maggio 2019

Giovedì 23 maggio alle ore 20.30 presso la Sala degli Affreschi dell'Accademia Tadini (con ingresso da piazza Garibaldi 5) Angelo Loda, funzionario storico dell'arte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, interverrà sul tema: L'iconografia dei santi Faustino e Giovita: una panoramica sul patrimonio bresciano e bergamasco.

La presenza nella basilica loverese di Santa Maria in Valvendra delle ante d’organo dipinte da Moretto con i santi Faustino e Giovita a cavallo, provenienti dal Duomo Vecchio di Brescia, dà lo spunto per una disamina della diffusione iconografica dei santi patroni nel territorio bresciano e bergamasco. Così nel Settecento le descriveva Francesco Paglia: “Da che vediamo aperte le ante dell’organo, miriamo sopra balzanti destrieri, con portamento gentile, i due santi cavalieri Faustino e Giovita, con bandiere in mano che sventolando s’aggirano con belle pieghe, figure a guazzo della degna mano del Moretto”.

I due santi inizialmente raffigurati in periodo medievale nelle vesti di sacerdote e diacono e con le palme del martirio, a partire dal sedicesimo secolo iniziarono ad essere presentati in abiti militari, a ricordo della loro miracolosa apparizione nel 1438 sulle mura del castello assediato dalle truppe milanesi guidate dal Piccinino

Molto rare furono comunque le testimonianze a cavallo ed oltre a quella morettesca è da ricordare la raffigurazione che ne diede nei primi decenni del diciassettesimo secolo Giovan Mauro Della Rovere a Chiari, all’interno del più completo ciclo di tele con le storie dei due santi ed il celebre e per certi versi misterioso altorilievo medievale oggi presso i Musei di Santa Giulia, con il solo Faustino a cavallo, proveniente da Porta Pile.

Verranno passate in rassegna le testimonianze, in particolar modo pittoriche, che si diffusero fino al diciannovesimo secolo nei territori sopra menzionati a partire dalle pale intitolate ai due santi per giungere ad esaminare gli episodi della loro vita più significativi, il martirio, la già citata difesa della città e l’adorazione della reliquia della SS. Croce, oggetto di trascrizione artistica.

Pochi furono i cicli di affreschi dedicati ai santi patroni, fra i quali spicca per importanza artistica quello realizzato dai due Tiepolo sulle pareti del presbiterio della Basilica bresciana loro dedicata e quello meno noto di Paolo Corbellini e Domenico Quaglio nella chiesa di Malonno in Alta Val Camonica.