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Una tappa importante nel recupero dell'identità storica della collezione Tadini

sabato 4 maggio 2019

Intorno alla Madonna Tadini di Jacopo Bellini, restaurata da Roberta Grazioli con il sostegno di Intesa Sanpaolo e del Circolo Amici del Tadini per le indagini diagnostiche, sono raggruppati alcuni tra i dipinti di grande importanza, come la trecentesca Madonna di Jacobello di Bonomo.

Il Sant'Antonio di Padova di Antonio e Bartolomeo Vivarini è esposto accanto alla  Madonna Tadini: due opere diversamente segnate dall’incontro con Donatello e Mantegna nella Padova di metà Quattrocento. La Madonna con il Bambino di Lazzaro Bastiani e la Pietà di Gerolamo da Treviso testimoniano lo sviluppo della pittura veneta tra nono e ultimo decennio del Quattrocento. La sala restituisce lo sguardo sulle origini della pittura veneziana del Quattrocento concepito da un collezionista formatosi nel solco dell'erudizione settecentesca ma aggiornato sulla Storia pittorica di Luigi Lanzi.

Le opere sono state ricollocate nella Sala XV secondo il progetto originale del conte Luigi Tadini. La decorazione pittorica di gusto neogotico è stata restaurata da Silvia Conti, che ha recuperato il fregio a colonnette nella parte inferiore, coperto da ridipinture, e ha alleggerito la stesura pittorica della parte superiore.

Le opere sono valorizzate dall'installazione del nuovo impianto di illuminazione di ERCO.

Grazie a chi ha reso possibile tutto questo: Regione Lombardia e Fondazione Comunità Bergamasca; il Circolo Amici del Tadini, Rotary Club Lovere Iseo Breno, Lions Club Lovere, di Lucchini r.s., GF Elti, e Ezechia Baldassari, Silvano Canu, Raffaella e Vittorio Conti.