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L'Ecce Homo di Francesco Hayez esposto a Forlì alla mostra sull'Ottocento italiano

lunedì 18 febbraio 2019

Presentando il percorso della mostra, Fernando Mazzocca e Francesco Leone hanno voluto sottolineare la scelta di mettere a fuoco i sessant’anni che intecorrono tra l’Unità d’Italia e lo scoppio della prima Guerra mondiale. “Si passa dall’ultima fase del Romanticismo e del Purismo al Realismo, dall’Eclettismo storicista al Simbolismo, dal Neorinascimento al Divisionismo presentando i capolavori, molti dei quali ancora da riscoprire, dei protagonisti di quei tormentati decenni”. "La varietà dei linguaggi con cui sono stati rappresentati consentono di ripercorrere le sperimentazioni stilistiche che hanno caratterizzato il corso dell’arte italiana nella seconda metà dell’Ottocento e alle soglie del nuovo secolo, in una coinvolgente dialettica tra la tradizione e la modernità”.

“I due fuochi, iniziale e finale, Hayez e Segantini, tracciano certamente un confine simbolico - ribadisce Gianfranco Brunelli, coordinatore delle mostre presso i Musei San Domenico. - Ma quel confine dice ad un tempo tutto il recupero della classicità e tutto il rinnovamento di un secolo. All’inizio e alla fine del secolo, entrambi sono pittori del rinnovamento dell’arte italiana. Se Hayez viene consacrato da Mazzini pittore della nazione, Segantini avrà da D’Annunzio, nella sua Ode in morte del pittore, analogo, alto riconoscimento”.

Il prestito della tela loverese rappresenta un importante riconoscimento del lavoro di valorizzazione che ha portato, nel tempo, alla pubblicazione della corrispondenza tra Enrico Banzolini, Carlotta Martinolli e il pittore, un importante contributo per la conoscenza del Risorgimento italiano tra il 1848 e il 1875.