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Un paralume rumoroso. Riletture contemporanee dei "Cadavres exquis" surrealisti

venerdì 12 gennaio 2018

La mostra Un paralume rumoroso deve il suo titolo all’incipit di un “cadavre exquis” verbale realizzato, in fase di elaborazione delle opere poi esposte in mostra, dagli studenti coinvolti nel progetto curato da Giorgia Novellini come tesi specialistica in Comunicazione e Didattica dell’Arte dell'Accademia di Belle Arti di Brescia “SantaGiulia”.

La mostra espone 20 opere, frutto di lavoro collettivo di studenti e volta a valorizzare i risultati creati da un processo artistico che vanta quasi un secolo di storia, rivisto in chiave contemporanea e inedita.

L’idea di sfruttare il gioco surrealista è stata finalizzata all’indagine dell’intesa collettiva. La mostra ha consentito la sperimentazione di tecniche di realizzazione dei “cadaveri squisiti” inedite e moderne (molte delle opere esposte sono state realizzate con i linguaggi delle tecnologie digitali), è soprattutto ha permesso di scoprire come emozioni e sentimenti inconsci possano modificare il processo artistico, rendendolo in qualche modo più vero, perché impregnato da pensieri ed esperienze personali che vengono inclusi in un’opera corale. Ogni partecipante ha avuto modo di creare individualmente una parte di qualcosa di più grande e collettivo. Il singolo lavora sia per se stesso che per il gruppo.

Nell’evento sono state coinvolte le Scuole di Nuove Tecnologie dell’Arte, Progettazione Artistica per l’Impresa, Scultura, Decorazione, Scenografia e Didattica dell’Arte per i Musei, con particolare riferimento – per ciò che concerne i progetti inseriti nella didattica – ai corsi di Sceneggiatura per i Videogiochi (docente Elisabetta Modena), Progettazione Spazi Sonori (docente Fabrizio Saiu), Net Art e Progettazione Multimediale (docente Marco Cadioli), Elaborazione Digiale dell’Immagine (docente Paolo Camozzi), Didattica della Multimedialità (docente Vincenzo Beschi). Il progetto è stato accolto anche dal docente di Sound Design Maurizio Rinaldi e dal docente di Scenografia Massimo Tantardini, che hanno esteso la proposta – al di fuori della didattica – ai rispettivi studenti.