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Mostre


Daniele Salvalai, Squarto

lunedì 27 giugno 2016

Al visitatore è richiesto di percorrere un cammino che, partendo dalla brutale evidenza di Squarto, grande scultura in ferro che rappresenta fedelmente la carcassa di un bue macellato, esposto nell’atrio, prosegue attraverso l’Altare, installazione in ferro, legno e terra cotta e cruda presentata nello spazio della Cappella, per approdare infine alla grande stampa monotipo Oltre la materia, visibile in Biblioteca. In quell’ambiente sono esposti, insieme alle Carni, sculture in terra cruda e cotta trattate con ossidi, alcuni studi preparatori importanti per capire la genesi dell’opera.

Con quest'opera monumentale Daniele Salvalai si ricollega ad una tradizione pittorica che attraverso Soutine risale a Rembrandt e che - attraverso l’esposizione del corpo macellato – ci porta ad interrogarci sul problema delle vittime. Il complesso equilibrio tra la volontà di riprodurre le forme naturali e la scelta di materiali - il ferro, la terra - che comportano la rinuncia a una pedissequa riproduzione del vero conferiscono all’opera un grande valore artistico nel dibattito sulla funzione della scultura.

Daniele Salvalai è nato nel 1979 a Iseo, in provincia di Brescia. Si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove, dal 2013 al 2014, è stato docente di Tecniche per la Scultura. E’ tra i fondatori di Resilienza Italiana, movimento di arte e cultura. Vive e lavora tra Zone (BS) e Milano. Ha vinto diversi premi tra cui il Premio cramum (2013), il Premio di Scultura Antonio Canova (2011) e il Premio San Fedele (2011). Nel 2012 il Museo-Gipsoteca Antonio Canova a Possagno (TV) gli dedica un'ampia personale, che celebra i suoi primi dieci anni di carriera artistica.